Attraverso i giardini

25 novembre 2009

Perdonami Silvio se ancora rimando il post sull’aratura ma come tu sai ci sono libri che ti rapiscono appena acquistati, e non è possibile staccare interrompere, perchè in questi casi non c’è tempo e spazio per capire che non abbiamo tempo e spazio per leggere. Salvo bimbi intorno naturalmente ;-)

Avendo la fortuna di una stanza tutta per me e imbroccata una giornata di pioggia mi sono letto tutto d’un fiato questo ultimo libro di Dan Pearson: Spirit: Garden Inspiration. E’ un testo autobiografico che riflette sul senso, sulle radici, del proprio lavoro di paesaggista; apre con i ricordi personali d’infanzia, dal giardino di Geraldine a quello misterioso di Miss Joy: luminosi frammenti di vita, personali imprinting di giardini e giardinieri, resi attraverso una scrittura leggera e incantevole. Il libro, pur con alcuni vuoti, trasuda humus e umanità. L’ultimo capitolo  apre uno squarcio sul giardino della Tenuta di Torrecchia a Cisterna di Latina ed è per me una rivelazione. Le immagini di questo luogo ctonio vivificato da nuova linfa e colore, verde e bianco, con quell’innesto di antica vasca di acqua ferma posta sul basamento sfondato del castello a mo’ di porta, specchio di Alice, è cosa che non può non “incendiare” anche il giardiniere più stanco.

Ma qual’ è il fondo della riflessione, la garden inspiration, che Dan propone? Nulla di nuovo eppure poco di appreso dal nostro caro mondo in giardino. Ma più che le parole inglesi di Dan, il suo personale spirit al quale vi rimando senza svelare, voglio qui accostare, per urgenza da oblio, esperienze e tracce che la nostra cultura ha prodotto e la nostra incuria pare aver cancellato.

Scriveva ad esempio Italo Calvino  anni or sono

Ci sono cose che mi sembra di cominciare a capire, qui a Kyoto: attraverso i giardini più che attraverso i templi e i palazzi. La costruzione di una natura padroneggiabile dalla mente perchè la mente possa ricevere a sua volta ritmo e proporzione dalla natura: così potrebbe definirsi l’intento che ha portato a comporre questi giardini.


Calvino, Italo, Il rovescio del sublime, Id.,

 

Saggi 1945-1985, Milano, Mondadori, 1999, pag 574.


Coltivare un giardino che sia bussola e sfera verso una natura che ci sfugge ma che è e si da nella ricerca e nella frequentazione – e già questo è giardino – è un impegno e un piacere che non teme confronti. Sentire poi il dono di ritmo e proporzione è una emozione che vale il lavoro di una vita. Ariosto insegna.

 

Due chiari rivi, mormorando intorno,

sempre l’erbe vi fan tenere e nuove:

e rendea ad ascoltare dolce concerto,

rotto tra picciol sassi, il correr lento.


Ariosto, Ludovico, L’orlando furioso, 1532,

 

Edizione a cura di Nicola Zingarelli, Hoepli, Milano, 1990.

Canto I seconda parte ottava 35.


Carpineti Castle, inserito originariamente da Paolo Tasini.

Walking with a Dream in a Hand, inserito originariamente da Paolo Tasini.

13 Risposte Lascia un →
  1. 26 novembre 2009
    patrizia permalink

    Oddio Paolo Tasini ma come fai a viver così “dentro” ? Dentro il mondo, le parole,le immagini belle e i sogni dei figli?
    Io, un pò mi scoraggio nella mia visione limitata, un pò ti invidio, ma sopratutto mi allarghi il cuore nella condivisione di quello che c’è e che non sempre riusciamo a guardare,
    insomma GRAZIE!
    (ti ho inserito idealmente in una nicchia-libreria tra John Berger, Ippolito Pizzetti ed Elizabeth von Arnim, spero ti piaccia la compagnia)
    pat

  2. 27 novembre 2009
    silvio permalink

    Paolo scendi dal pero va: io ti ho inserito tra la o e la q in agenda.
    (a te se qualcuno ogni tanto nn ti riporta x terra eh…)

    E poi lo sa telefono azzurro su quanto guadagni sulla telegenecità dei tuoi figlioli? lo sai che Scamarcio x essere visto dalla metà della gente che vede Ettore guadagna milioni?
    Se vuoi gli faccio da agente, tempo due settimane e te li mando al gf o meglio all’isola così scarichi due tera di foto che riempiamo sia il nathional geographic sia “visto” fino al 2012 (dopo nn ce ne frega più nulla tanto finisce il mondo).

    Prosperità x tutti.

  3. 28 novembre 2009

    Caro Silvio

    Lo sai amo i Peri e se posso non scendo… Posso chiederti invece, ragionando in termini di guadagni come ami tu, se hai compreso che ci sono colleghi come il Dan di cui scrivo che dall’Inghilterra vengono qui a lavorare e i dindi che portano a casa sono molti e più sonanti dei nostri… Cosa ne pensi?

    Dan ha lavorato, lavora in luoghi tra Toscana e Lazio, ambienti che noi giardinieri da condominio manco li immaginiamo. Dan se lo merita: leggilo, oltre ai suoi libri leggi cosa scrive su http://www.gardensillustrated.com/
    Bisogna che ogni tanto mio caro collega noi ci si guardi un poco attorno e che si smetta di piangersi addosso perchè il mercato è rozzo e ladro… Un mercato solo rozzo e ladro non chiamerebbe a se giardinieri come Dan.

    Non per farsi del male ma ogni tanto bisogna che ce lo ricordiamo, quanto sono bruttini, i giardini che lavoriamo.

    Rime e saluti :)

  4. 28 novembre 2009

    … ma la cosa che mi fa più male Silvio ed è il motivo di questo Post è come noi giardinieri italiani siamo seduti sopra un tesoro di cultura e natura, di bellezza infine. Ma possibile che le parole di Calvino non ti dicano nulla?

    Silvio al Grande Fratello ci sono dei poveri che si agitano… ma che ci trovi lì?

  5. 28 novembre 2009

    Urca nella foga di rispondere al Silvio impallinatore mi sono scordato di ringraziare Patrizia :oops:

    Pat sai che John Berger lo sento per la prima volta: ma cosa ha scritto sul giardino? Beata ignoranza e doppio :oops:

  6. 28 novembre 2009
    silvio permalink

    si vede molto che sono nervoso?

  7. 29 novembre 2009
    silvio permalink

    Hai ragione paolo, ho espresso in maniera stupida ed astiosa uno stato d’animo particolarmente esacerbato in quel momento. Ti chiedo scusa anche se giocavo con un ruolo e mi sono lasciato prendere da una riva emotiva. Ha concorso a rimettermi di buon umore la lettura di un articolo su ” buga” un progetto verde in germania di cui nn sono riuscito a scoprire molto ma forse puoi darmi o darci notizie migliori.
    La prossima volta che ti vedo ti offro un caffè e io prendo una camomilla corretta pera, così imparo.

  8. 30 novembre 2009

    “Bisogna che ogni tanto mio caro collega noi ci si guardi un poco attorno e che si smetta di piangersi addosso perchè il mercato è rozzo e ladro” sottoscrivo!
    ma sai che mi hanno regalato dei numeri vecchi di Gardens Illustrated; anche un numero del 1999 che ha una grafica (quasi) più senile del mio sito.

  9. 2 dicembre 2009

    tutti sul pero, via, anche tu Silvio!
    Se non ci fosse il Paolo a rapirci ogni tanto dal leylandii quotidiano!

    le foto, te l’ho già detto, sono stupefacenti, nel senso che danno dipendenza; quando mi ci porti?

    saluti, cat

  10. 3 dicembre 2009

    Caro Cat come mi piacerebbe fare una chiaccherata con giardinieri e appassionati nei boschi di Carpineti o più vicino a me, qui a Luminasio dove sai m’imbosco

    Sarebbe bello che invece di far lezione in tutti quelle stanzine anguste si prendesse un poco di coraggio e ci si muovesse un poco: una scuola di giardinaggio ambulante… :)

  11. 7 dicembre 2009
    patrizia permalink

    Con grande ritardo …
    Ciao Paolo, ecco John Berger non scrive di giardini ma di.. sguardi! Scrive del modo di vedere le cose , di quello che ci muove dentro, delle connessioni tra sè e altro, delle sensibilità che ci rendono umani, dell’arte, delle persone, della vita che veramente vita è.
    Io(forse infantilmente), tutte le volte che qualcuno mi aiuta a SENTIRE ne sono felice.
    Per conoscere J.B ti consiglio, tratto da MODI DI VEDERE ed.Bollati Boringhieri:
    “Mentre lei sogna” Lettera aperta sulle carceri a Raymond Barre, sindaco di Lione.Un saluto e spero di non suscitare le graffiature temibili di Silvio, ciao pb
    ps (nervoso Silvio, capisco il malumore, lo stress,…hai a che fare con
    L’ORRIBILE OMONIMO NON ANONIMO !>
    ciao con simpatia p

  12. 7 dicembre 2009
    silvio permalink

    patrizia, per quello ho citato mio padre xchè nn poteva nn sapere. Si è appellato a Pellico e al nonno ma di nonni c’era anche Guerrino e con tutti i personaggi storici proprio Silvio Pellico che in quanto Silvio con “le mie prigioni” ha creato un ossimoro.
    per par condicio buona sera a tutti.

  13. 9 dicembre 2009

    Patrizia mi hai incuriosito: ho appena messo Modi di Vivere nel letterina dei desideri a Babbo Natale! Attendo slitta! Grazie :)

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