Onnipotenti!
Sentire la primavera e il proprio sangue non più pesante, fresco di ossigeno e di vita, puntare il pensiero sulla linfa spinta dai muscoli, e poi muoversi, muoversi fiduciosi nella luce, ascoltando altre linfe, ben più potenti, più pulsanti.
il giardiniere, guarda tocca annusa, scopre, indovina.
Il giardiniere non parla alle piante, ascolta.
Il giardiniere ha un cuore bambino e come tale è onnipotente.












Ciao Paolo,
il giardiniere ascolta……. che magia!
Durante le stagioni in cui lavoravo in vivaio mi è capitato spesso di imbattermi in clienti che scuotendo la testa sconsolate di fronte all’ennesima pianta esalata mi dicevano: “Pensare che gli parlavo pure!”
La cosa che mi veniva spontaneo consigliarle era di iniziare ad ascoltare, piuttosto che parlarle.
Mi ritornano in mente le mattine primaverili quando da bambina uscivo di casa in punta di piedi rigorosamente scalza, per cogliere e sorprendere il giardino al suo risveglio.
Ricordo con emozione gli attimi di sospensione che segnavano il passaggio dalla fine della notte all’inizio del giorno, attimi in bilico tra due mondi sospesi, tra due realtà che si scioglieva nei colori tenui dell’aurora e in quell’atmosfera ovattata quasi irreale.
Era come assistere ad una nascita: la sorpresa, lo stupore e il pudore per aver assistito ad un’esperienza così intima misuravano i miei passi. Trattenevo il fiato quasi per paura di poter disturbare lo svolgersi di quell’incanto.
Tutto invitava all’ascolto imponendo un attenzione e un curioso e meravigliato rispetto.
E così mi apprestavo ad entrare lentamente in giardino, gustando il contatto dell’erba bagnata, scoprendo e riconoscendo le sagome scure man mano che la luce cresceva e il lento risveglio veniva tradito dal canto degli uccelli che salutavano l’inizio di una nuova vita…..
Un saluto.
Corinne
Grazie Paolo per questo Blog e per i consigli e gli scritti, e anche per le foto,che rivelano una attenzione appassionata e gentile, e sono in grado di trasmetterci ancora un grande amore per la vita in tutte le sue forme, e ci re-insegnano il rispetto per la natura.
…mi sono presa il permesso di rubarti questi bellissimi pensieri ed inviarli ad una mia amica che mi ha appena mandato una poesia di P.Neruda sulla primavera…….questa stagione per mè è la piu bella;quando scendo in giardino e vedo quanta vita si va destando resto incantata…scruto i miei fiori,assaporo le loro silenziose e profumate voci,la loro effimera bellezza….
..e anche da noi è arrivata Primavera… in una luminosa mattina di sole dei merli scuri hanno salutato l’inizio di una nuova vita… è arrivato Stefano nostro primo nipotino.. lo guardiamo stupiti e silenziosi…
Eh si è proprio primavera: una meraviglia! Si vede anche da come scriviamo
Oilà Silvana: super complimenti e… Un benvenuto a Stefano
i giardinieri a primavera impazziscono e diventano Dei .
mi chiedo spesso come ho fatto a meritarmi tanta fortuna!
vivere in simbiosi con le fasi della natura, le stagioni, il clima.
questo poi è il momento in cui è più evidente il grande lavoro di germogli che si aprono, arbusti che fioriscono o riverdiscono, bocciolo che si schiudono, un film da osservare con attenzione, il più bello che possa esistere, peccato che spesso siamo troppo distratti ed indifferenti.
Paolino…… mi sa che a te a furia di stare con mastro geppetto e il suo amico copione ti sei fatto influenzare…..
I giardinieri a primavera diventano matti.
In estate rimangono soli
In autunno si macerano di malinconia e struggimeto
In inverno imprecano.
I giardinieri sono suonati. A volte per conto loro. A volte dai clienti. A volte ci diventano.
paghy,…………….. finalmente un tecnico
Cari Silvio e Paghy, il giardiniere appassionato e l’imprenditore nel settore giardinaggio sono due condizioni differenti, che possono “accadere” come no nella stessa persona. Voi siete imprenditori e giustamente fate notare ciò che di poco poetico sicuramente si trova nel nostro ambiente professionale. Il giardinaggio come mestiere è soggetto alle leggi di mercato e alle difficoltà di tutte le cose che hanno a che fare con i soldi.
Ma perchè, almeno qui, in questo spazio di condivisione, non lasciamo i problemi del lavoro… al lavoro?
Fuori, di questi giorni, c’è una bellezza da paura