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Per cortesia

1 giugno 2010

Soldier Gardener, originally uploaded by Paolo Tasini.

Si, ogni giorno che passa senza risposta su Poranceto mi innervosisco sempre più e mi gingillo con fantasie da vendicator solitario. Poi mi calmo e penso a chi ha più buon senso e conduce la sua battaglia con intelligenza. Gabriella Buccioli, di fronte a manutenzioni che piallano qualunque forma ed espressione di bellezza vegetale, oltre a incavolarsi, come il sottoscritto,  prova a reagire. Qui siamo a Loiano, pochi giorni fa, su una strada a scorrimento veloce. Gabriella vuol salvare un’aiuola vagabonda nata sul ciglio. I suoi gesti sono semplici e alla luce del sole: una pulita con il decespugliatore per sottolineare i confini della macchia, alcune canne per far capire all’operatore con la trincia  che lì c’è qualcosa per cui fermarsi, un cartello che spiega a tutti perchè vale la pena non trinciare. Infine una telefonata ai responsabili delle manutenzioni comunali, senza sfida, solo per avvisare: è veramente bella quel’aiuola spontanea, bella e senza spesa. :)

Chi sono le belle d’aiuola? Nell’ordine: Achillea millefolium, Acinos arvensis, Anthyllis vulneraria, Dactylis glomerata, Thymus Serpyllum, Tragopogon pratensis.

Non tagliate non tagliate, per cortesia: è un giardino per tutti.


8 commenti Lascia un →
  1. 1 giugno 2010 7:50 pm

    lo so sono parte in causa e dovrei astenermi dal commentare ma…..

    quello che racconti con queste poche immagini valgono più di tanti libri e di tante conferenze. sono la dimostrazione che qualcosa si può fare, ognuno nel proprio piccolo. e se quell’ognuno diventasse una moltitudine sarebbe una rivoluzione, almeno nel paesaggio.
    in assenza, poi, di commenti su Poranceto, ne hai fatto uno tu, ritraendo gabriella in una posa da guerriero vendicatore, di tutti i vecchi castagni umiliati e di tutte le bellezze assassinate in nome della consuetudine e della praticità

  2. 15 luglio 2010 9:52 am

    vuoi mandarci un pò di materiale da inserire nel sito?
    ciao

    dz

  3. angela comuzzi permalink
    15 luglio 2010 5:17 pm

    …Che bel sito! Straordinaria Gabriella… spero che questo Amore per le piante vagabonde e per le opere di Mamma Natura sia sempre di più contagioso …alla faccia dei diserbi chimici, dei giardini pronto effetto, del : pota il vicino così, e allora vuol dire che va bene…, del veleno contro i preziosi lombrichi, del”…bisogna potare…”, del ” …bisogna trattare…cosa vuoi che facciano le cocinelle…”( io lavoro nel verde pubblico e l’altr’anno una infestazione di afidi su solanum è stata completamente risolta da un vero e proprio Esercito di larve di cocinella, arrivate in pieno centro cittadino chissà da dove.)Alla facciaccia di tutti gli AntiNatura non bisogna mollare…Ciao e GRAZIE!!!

  4. chorima permalink
    4 agosto 2010 9:55 am

    Iniziativa bella e coraggiosa, ma scusate lo scetticismo, non penso che fare appello alla bellezza serva da deterrente. Il problema della “pulitura” dei cigli stradali, e del verde pubblico in generale, ha ormai raggiunto proporzioni allarmanti. Il margine piallato é sempre piú esteso, i metodi sempre piú brutali.
    Forse bisognerebbe porre alcune domande: chi decide e chi gestisce attualmente i lavori nel settore del verde pubblico? Chi da gli ordini senza fare neppure un sopralluogo? A quali ditte viene affidata la manutenzione? Chi ne verifica i risultati?
    Qualcuno (dei cittadini) si é mai chiesto se chi lavora nel settore del verde abbia la formazione e la preparazione adequate? (e non parliamo di sensibilitá). Se c’é bisogno di una laurea specifica per essere a capo della manutenzione del verde? Di un determinato percorso professionale? Di qualche conoscenza specifica? Che non tutte le piante si potano nello stesso modo e nella stessa epoca?
    Provate a chiedergli se nella loro vita hanno mai sentito parlare di Achillea millefolium, Acinos arvensis, Anthyllis vulneraria, Dactylis glomerata, Thymus Serpyllum e Tragopogon pratensis. Non penso che supererebbero l’esame.

  5. Angela permalink
    23 agosto 2010 4:14 pm

    …e andrà sempre peggio, cara Chorima, dal momento che le casse comunali sono in forte riserva! Scusami se la metto sul personale, la mia vuole essere una semplice testimonianza, una considerazione, anche per cercare di sfatare certi luoghi comuni che anch’io avevo prima di iniziare a lavorare nel settore pubblico. Prima ho lavorato nel settore privato (viticoltura e floricoltura dall”86), sono perito agrario con un paio di specializzazioni successive al diploma. Vorrei chiedere a te: chi è che controlla tutto lo sfacciato sfruttamento che viene attuato sulla manovalanza nel settore agricolo privato? Io l’ho sopportato per anni: sottopagati, umiliati. Puoi non credere se vuoi. C’è solo da provare. Poi ho vinto il concorso, ed è stato come andare in paradiso: il rispetto del lavoratore (sono una semplice operaia specializzata)! Fino a qualche ci facevano seguire dei corsi di aggiornamento (BELLISSIMI!!!) tenuti nientemeno dai responsabili del Verde Pubblico Urbano di Torino. Il relatore, Luigi dall’Oste, prima di ogni lezione ci proiettava la diapo con una frase di Prust:” Il vero viaggio di scoperta non è andare verso luoghi lontani ma saper guardare con occhi nuovi!” E giù a parlare (e fare!) di nuove tecniche e di potatura e di trapianto e di manutenzione. Personalmente, sarò ridicola (me ne importa poco!) mi sveglio, ringrazio il cielo di avere la salute e il lavoro assieme a Mamma Natura. Cerco di fare meglio che posso, e così i miei colleghi. La critica di un cittadino mi pesa più di quella del Sindaco, è una sfida continua, perchè stai ore, fai fatica per preparare una aiuola o una fioriera, la fai, il giorno dopo la trovi devastata, piante sparite, strappate… al loro posto un giro ho trovato perfino bottiglie piantate.

  6. chorima permalink
    1 settembre 2010 11:10 am

    Cara Angela,
    Non capisco. Sei perito agrario, lavori nel settore del verde pubblico come operaio specializzato e te ne importa poco di potatura, trapianto e manutenzione?
    Comunque, senza voler entrare nel personale, vado alla tua domanda:
    “chi è che controlla tutto lo sfacciato sfruttamento che viene attuato sulla manovalanza nel settore agricolo privato?”
    Credo si tratti di un sistema marcio, completamente da rifare. Come regola generale, aggiungerei che la responsabilitá (e perdonami il cinismo) é anche di chi sopporta per anni. Inoltre, il Settore agricolo (produttivo) viene deliberatamente mantenuto nella miseria e, allo stesso tempo, paradossalmente sovvenzionato.
    Il problema delle aiuole devastate dall’inciviltá é una questione sociale e política. Ma forse chi si occupa della progettazione potrebbe cercare alternative alle aiuole di begonie e violette, meno laboriose e piú sostenibili.
    Sono sicuro che molti operai fanno il loro meglio, non credo sia questo il nocciolo del problema. L’operaio che é stato mandato a piallare il prato con il decespugliatore ha sicuramente fatto il suo meglio, peró, nel caso specifico, chi ha deciso di piallare un prato con varie specie ancora in piena fioritura?

  7. Angela permalink
    6 settembre 2010 3:48 pm

    Gentile Chorima, bisogna essere sintetici e quindi mi sono spiegata male,mi importa e molto della manutenzione, del trapianto e soprattutto della potatura:non se ne può più delle capitozzature (vedi mutilazioni di Lagerstroemie, Platani, Albizie ecc…) Il grande Alex Shigo ha dato inizio ad una grande rivoluzione in fatto di potature, le sue teorie (sulla compartimentazione, sulla potatura a tutta cima ecc ) ci stanno educando a vedere con occhi nuovi, per dirla alla Proust. Si tratta di rispettare le piante che devono essere concepite come un bene di incommensurabile valore: dotarsi di un buon regolamento del verde,trapianti eseguiti con oculatezza, valutazione annuale della stabilità. Begonie e violette(usiamo molto la Begonia Dragon Wings e le violette tipo tricolor, praticamente perenni-a fiore piccolino) non richiedono molte attenzioni e sono molto generose…le usiamo come base, e poi se Mamma Natura ci mette in mezzo l’Anagallis,il Papavero,l’Oenothera,l’Echium o l’Oxalis…benvengano. Se prima, timidamente le lasciavo…dopo aver letto il libro della Buccioli si prende coraggio! Quanto c’è da imparare!Il gusto del bello si coltiva al pari di una pianticella: è importante la sensibilità di chi esegue le manutenzioni, spesso è lui che decide. Per questo è fondamentale la selezione accurata del semplice operaio che deve essere motivato e deve amare ciò che fa. Ingegneri e architetti saranno credibili se scenderanno in campo con noi: è l’unico sistema per accorgersi degli errori di progettazione che continuano a fare.

  8. 7 settembre 2010 8:18 am

    Angela, finalmente una voce “operaia” che rivendica il diritto alla creazione, alla partecipazione del bello in giardino. Penso a chi in giardino esclusivamente pensa, progetta, ordina esecuzioni. Quanto bisogno di lavoro condiviso ci sarebbe…

    Ci sono progettisti in Italia che piantano fisicamente, insieme agli operai, qualcuna delle piante che scrivono sulla carta? Ci sono progettisti che fanno manutenzione delle loro opere? E’ ancora una perdita di “status” sporcarsi le mani con il lavoro fisico?

    Ecco un gran tema: grazie Angela :)

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