Selvatico non selvaggio

«Dal buco nella siepe» disse Susan «l’ho vista che lo baciava. Ho alzato gli occhi dal vaso dei fiori e ho guardato nel buco. L’ho vista che lo baciava. Li ho visti Jinny e Luis, che si baciavano. Nasconderò la mia angoscia nel fazzoletto. Lo avvolgerò stretta in un gomitolo. Da sola andrò al bosco dei faggi, prima della lezione. Non mi metterò seduta al banco a fare le addizioni. Non mi metterò a sedere vicino a Jinny e Louis. Prenderò la mia angoscia e la poggerò tra le radici dei faggi, La osserverò, la toccherò con le dita. Non mi troveranno. Mangerò delle ghiande e frugherò tra i rovi in  cerca di uova e i capelli si aggroviglieranno e dormirò sotto le siepi e berrò l’acqua dei fossi e morirò. »

Virginia Woolf, Le onde, trad. Nadia Fusini, Torino, Garzanti, 1998

Perdonami Silvio ma per me la via del bosco è la via della Pietas da una parte e del lenimento dall’altra, come in questo stupendo frammento di Virginia. Il bosco che racconta Mauro Corona e di cui tu spesso mi scrivi (ora dovrai farlo pubblicamente ;-)) è un luogo pieno di vita, il canto delle manère oltre a riportarci al suono e all’odore dell’acciaio del legno dell’olio di gomito non confligge con la selvatichezza raccontata in questo blog. Corona scrive ad esempio  dell’albero abbattuto senza perizia e che cadendo “batte e torna indietro con una forza che rompe il mondo”: non è forse una immagine che chiama Pietas? Per Pietas intendo, per estensione del significato antico, un sentimento di rispetto per la vita, per i viventi tutti che si traduce in un’adesione, in un dover esserci, a sé e agli altri. Ognuno al suo compito e al suo momento, può essere un semplice raccogliere di foglie o un difficile, impossibile affrontare il dolore di un bimbo che ha perso il genitore.

Nel parlare di “vie del bosco” tra il termine selvatico e selvaggio noi usiamo esclusivamente il primo. Non perchè selvaggio sia qualcosa di negativo: semplicemente indica altro. Perdonami l’ennesima citazione: diceva Robert Bly che  selvatico è colui che ha studiato la propria ferita. “The Wild Man, who has examined his wound, resembles a Zen priest, a shaman, or a woodsman more than a savage” – Robert Bly

Di questa selvatichezza andiamo parlando. Metto l’elmetto e ti aspetto Silvio! 🙂

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