I castagni di Poranceto

 

 

Ebbene sì l’ho fatto: son tornato ai castagni di Poranceto, questa volta da solo, giusto per capire quelle due, tre, cento cose che ancora mi sfuggono.

Subito mi sono scappati gli occhi e ho dovuto rincorrerli se non volevo perderli tra tutti quei legni cavi, quelle cortecce, quei muschi.

Riconquistata la vista l’ho esercitata, cambiando angolo, pensiero, anche toccando, annusando. Sembrava di sentirli ancora, tutti quei rastrelli e segacci: questo bosco è stato un gigantesco campo di lavoro, una miniera di cibo e legna, la vita per decine di generazioni…

Ancora tocco e annuso. Tra le forme arboree spuntano i volti dei lavoranti, si assomigliano, i tratti si confondono, gli uomini agli uomini, gli uomini alle piante, agli animali… Ho gli occhi chiusi quando sento un frusciare veloce, poi scintille, spari ovunque e urla e gemiti… E’ la guerra, la seconda, quella della linea gotica. Qualcuno si è nascosto nel cavo di un tronco. Mi sveglio.

Davanti agli occhi ho davvero un cavo di tronco: cosa ne uscirà? Un brigante? Una coppia di innamorati? Un santo? Osservo bene: una carovana di formiche lenta sale e la sua testa è già nel buio del legno…

Devo aver sognato a lungo qui a Poranceto.

 

Comments
2 Responses to “I castagni di Poranceto”
  1. pimpi ha detto:

    … sentirsi più al sicuro in mezzo agli alberi che in mezzo a case; ….sentire che un torrente è molto più sacro di una Chiesa; …assaggiare foglie e fiori mentre cammini nei prati; …star bene in mezzo all’erba alta; …non aver paura di prender freddo; …non aver paura di sporcarsi; …non aver paura di bagnarsi; …non aver paura di infangarsi; …non aver paura di cadere; …non aver paura di essere punti da…

    Sì, ormai il mondo Selvatico ci fa paura, come se la Madre Terra, la nostra mamma, fosse qualcosa di distinto da noi, di altro, di separato, di strano, di diverso, DA CUI DIFENDERCI E PROTEGGERCI, perché così pieno di insidie. Di certo ci rende insicuri, noi che siamo abituati a vivere inscatolati, avvolti da aromi artificiali così simili a quelli veri ma così rassicuranti, sicuri tra le nostre certezze artificiali tanto che sdraiarci su un prato e magari osservare le nuvole in silenzio ci riesce veramente difficile…

    … ma quanta fiducia nella vita quando scopriamo la forza vitale che ci dona il contatto con la Madre Terra, respirando con il suo stesso ritmo. 🙂

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  1. […] è bene – aver perso, offeso, forme e presenze come quelle che erano, fino a ieri, questi  castagni a Poranceto mi sprofonda nella tristezza. Certo io sono un cittadino giardiniere e non un boscaiolo […]



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