Donald e l’albero

La casa di famiglia dei Winnicott era grande e animata, e c’erano sempre un sacco di cosa da fare. Nel vasto giardino e nella villa c’era spazio per tutti, e non c’erano problemi economici. C’era un orto, un frutteto, un terreno da croquet, un campo da tennis e uno stagno; l’intero giardino era circondato da alberi d’alto fusto. C’era anche un albero speciale, fra i rami del quale Donald faceva i compiti prima della partenza per il collegio.

Dalla prefazione di Clare Winnicott in:

WINNICOTT, D.,W., Esplorazioni psicoanalitiche, R. Cortina, Milano 1995 (1969)

Questo semplice ricordo di un giardino e di un albero capace di ammaliare un ragazzo mi è particolarmente caro: quel ragazzo fortunato era Donald Winnicott, psicoanalista inglese il cui lavoro è, per me, humus prezioso.

Donal Winnicott

Donald Winnicott è, nel mio personalissimo olimpo, tra le figure più amate; attraverso i suoi scritti ho spesso fantasticato sull’aspetto materno del giardino. Mi è cara l’idea che, come per il bambino il volto della madre, la capacità di evocarlo, sono l’universo tutto, così per l’uomo adulto il sorriso della natura, il suo approssimarsi in fioriture, luce e riparo, è lo spazio più favorevole nel quale poter crescere ed esprimere la propria creatività.

Il sorriso è la chiave: quella sensazione talmente intensa e bella che chi l’ha avuta in dote dalla madre non può scordare, nel giardino si può riproporre ad un altro livello di consapevolezza. I colori, i profumi, i sapori vegetali incontrati un giorno per accidente, volontà o magia sono una linfa preziosa capace di farci crescere e appassionarci.

In giardino la ricerca di un incontro, di un sorriso, è il mio personale lume: nel mio lavoro di giardiniere sono contento quando riesco ad avvicinare persone e natura.

Non è facile, spesso qualcosa non funziona: poco comunicativo io, poco tempo da dedicare al giardino i clienti. Ad ogni mestiere e a ogni mestierante le sue fatiche.

Io comunque, nel dopo lavoro, come Donald, ho i miei alberi: anche d’inverno!gentile3.jpg

Un saluto grande 🙂

Comments
5 Responses to “Donald e l’albero”
  1. silvana scrive:

    …perchè racconti così…
    Io leggo sempre una grande felicità nel tuo lavoro, tre le righe si sente un amore sconfinato per quello che fai, poco comunicativo tu..? nn sono d’accordo, nn avremmo mai letto racconti così belli e partecipati, sai trovare poesie e sguardi molto rari in questi momenti così poco felici. In montagna ho letto il libro di cui tu avevi scritto ” Verderame “mi ha commosso e senza di te nn sarebbe stato possibile grazie! Silvana.

  2. Paolo Tasini scrive:

    Ciao Silvana e grazie per le tue parole.

    La citazione di Clare Winnicott meriterebbe più attenzione. Mi sono fatto prendere dall’umore lavorativo di questi giorni: umore pessimo da come avrai intuito!

    Voglio però rimarcare una cosa che riguarda il nostro stare in giardino: è un bellissimo vantaggio godere della grazia delle piante e il loro esserci è impagabile.

    Quanto a me, qualche momento sotto i miei alberi e l’umore pessimo se ne va!

  3. luciana moretto scrive:

    e che dire di chi non sotto bensì sopra gli alberi ha deciso di trascorrere l’intera sua vita? Situazione simbolicamente ambigua, e allusiva insieme a quello stato di disagio esistenziale che ben conosciamo.
    ‘ Il barone rampante ‘ di I. Calvino, per me il più bel romanzo della letteratura italiana.
    Un caro saluto Luciana

  4. valentina scrive:

    Caro Paolo vengo spessissimo a visitare le tue pagine, mi piace molto questo sito e apprezzo tanto il modo di curarlo e la tua tempestività nel rispondere ai nostri comment.
    Ho comprato un libro che mi permetto di suggerirti. Si chiama “il giardino delle vecchie signore” ed è di Maureen e Bridget Boland.
    Diverse volte ho sentito parlare di due libri di Rina Gatti ” Stanze vuote” e “Stanze Vuote addio”. Ho provato a cercarlo sia su Internet Book Shop che in libreria ma sembra che sia un libro introvabile, sai darmi qualche indicazione a proposito?
    Grazie e buon pomeriggio!!!
    Valentina

  5. Paolo Tasini scrive:

    Ciao Luciana

    dopo le tue parole ho deciso che quest’anno rileggerò Il barone rampante 🙂

    Ciao Valentina

    grazie per i complimenti e per il suggerimento. Che peccato poi che IBS abbia tolto i libri di Rina dalle disponibilità. Sul sito dedicato a Rina il libro risulta ancora disponibile; ecco l’indirizzo:
    http://www.rinagatti.it/contatti.html

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