Evviva le Garden Ranters

Garden Rant women

Le Garden Rant

Gardening our asses off.

Having a hell of a lot of fun.

Eh si, dicono proprio così queste signore giardiniere nel loro manifesto associativo; nella nostra lingua penso di non sbagliare a tradurre

Giardinando ci facciamo il culo.

Ottenendo un sacco di divertimento.

Ranter letteralmente vuole dire predicatore esaltato. Le signore sono americane e usano espressioni slang: asses off non la trovate nei dizionari; per le strade degli States invece si.

Ok, lascio per il momento le signore terribili e apro a un ricordo infantile ovvero la visita dall’oculista. Non vi spaventate, sarò breve, solo per ricordare la penombra dello studio e un omone con i baffi che armeggiava con una scatola  piena di lenti e i riquadri di uno schermo luminoso. Io, bimbetto rigido, seduto su una sedia con addosso gli occhiali di ferro, a rispondere alle domande di rito. “Giovinotto, vedi meglio con questa lente…  o con questa? Giovinotto attento: é più chiaro così… o così?”

Quante balle ho detto per coprire il  guaio che non distinguevo un occhiale dall’altro, però tutti i mali non vengono per nuocere se  ancora oggi mi scopro a giocare con lenti, lenti immaginarie stavolta.  In giardino, a differenza dello studiolo della mia infanzia,  le cose funzionano e, senza l’aiuto di stupefacenti -lo giuro-, compongo e scompongo ciò che vedo, dilato, metto a fuoco, aggiungo e tolgo. Mi diverto. Per chi mi sta vicino è un problema perché spesso non mi accorgo che… “mi inchiodo”… e la cosa è grave soprattutto quando attorno a me non ci sono appassionati o quantomeno persone pazienti.

Il mio peccato astigmatico mi ha lasciato in dote un gioco di fantasia e una modalità creativa.

Torno alle mie signore e innanzitutto completo la traduzione del loro manifesto:

Convinced that gardening MATTERS.

Bored with perfect magazine gardens.

In love with real, rambling, chaotic, dirty, bug-ridden gardens.

Suspicious of the “horticultural industry.”

Delighted by people with a passion for plants.

Appalled by chemical warfare in the garden.

Turned off by any activities that involve “landscaping” with “plant materials.”

Flabbergasted at the idea of a “no maintenance garden.”

Gardening our asses off.

Having a hell of a lot of fun.


Convinti che il giardinaggio FACCIA. 

Stufi delle patinate riviste di giardinaggio.

Innamorati dei caotici, sporchi, giardini covi di insetti.

Sospettosi dell’industria giardiniera e orticola.

Lieti di incontrare persone con la passione per le piante.

Costernati dalla  guerra chimica anche in giardino.

Spenti da qualsiasi richiamo al “paesaggio” o alla “materia vegetale”.

Sbalorditi dall’idea di un giardino a zero manutenzione.

Giardinando ci facciamo il culo.

Ottenendo un sacco di divertimento.

Una zia delle Garden Ranter suppongo...

Oh che sollievo trovare altre persone che chiaro e tondo proclamano il loro fastidio per tutto un modo di vivere e proporre il giardino, rigido come rigide erano le mie lenti, l’oculista, la sedia e gli occhialacci.

Basta con i giardini a tavolino figli dell’aria condizionata, basta con i software dedicati (Cad in testa), con le fascinazioni estetiche prive di fondamento pratico, di terra provata, vissuta.

Viva il giardinaggio che coltiva piante e persone insieme, che parte e ritorna alla terra, che si nutre di una fantasia che pone l’estetica a fianco dell’accoglienza. Accoglienza di vita, non solo umana, naturalmente. Una bellezza più interessata alla complessità che al rigore freddo della linea geometrica.

L’avete capito vero? Le Garden Ranters al secolo Amy, Elisabeth, Michele and Susan, mi hanno scatenato: e allora dagli al mondo giardiniero zeppo di chiacchiere e sofismi, di gagà e Balanzoni, di corsi universitari e master da salotto.

Dirla in compagnia, da esaltati, è un piacere davvero grande.  🙂

Buffalo Spirit

Buffalo Spirit


Comments
3 Responses to “Evviva le Garden Ranters”
  1. virginio ha detto:

    caro Paolo, ho letto il tuo post e rimango sbalordito da quanta aggressività si nasconda dietro a quel tuo carattere mite… 🙂

    Piacciono anche a me queste giardiniere.
    Perchè rompono gli schemi. scarabocchiano, non sono ordinate e cercano il mistero e non il cavillo puntiglioso. amano il caos e sono capacidi mettere in pratica il loro grido di vendetta!!!

    Quello che mi permetto di scriverti è però che non sono d’accorto sulla tua ode alla non rigidità. Non ti appartiene e sono del parere che probabilmente una settimana con queste signore ti potrebbero serenamente portare all’esaurimento nervoso o peggio ancora alla pazzia.

    Queste persone fanno esperimenti per il gusto di farli. giocano per il gusto di giocare. non vi è pensiero ma solo azione.

    NOI NON CREDIAMO A UN FICO SECCO DI TUTTE LE COSE CHE IL MONDO, DAI GIORNALI ALLA SCiENZA CI STA PROPINANDO.
    Noi Giardinando ci facciamo il culo. Ottenendo un sacco di divertimento.

    Queste signore sono convinte. e si divertono. Quello che non scrivono è probabilmente il mestiere che fanno i loro mariti, o in che condizioni di bordello vivono, così impegnate a sperimentare.

    Sentirti dire che sei sulla loro lunghezza d’onda mi sbalordisce perchè allora non mi spiego un sacco di cose e di ragionamenti che ti ho sentito fare…

    Dicendo basta con i giardini figli dell’aria condizionata poi, sei tu il primo a porre delle rigidità. I giardini nascono dove capita un pò come i bambini. E sono figli a prescindere. I bambini sono tutti buoni. o almeno nascono tali. Sono le lenti attraverso le quali noi li guardiamo che li fanno diventare qualcos’altro.

    Rigide probabilmente non erano le tue lenti. Ma il tuo modo di vederle.

    Il cad o cose di quel genere sono solo strumenti. non più sofisticati di quanto possa essere un badile o un vanga. Ci sono persone capaci di usare un cad ed altre capaci di usare con la stessa nobile capacità un badile. Non credo ci sia nulla di sbagliato. e le cose non si escludono a vicenda. In entrambi i casi questi strumenti servono ad esprime dei sentimenti, delle emozioni, dei tormenti.
    Cambia solo il modo in cui noi leggiamo queste cose.
    E se guardi bene fra le pieghe delle cose, scoprirai che la geometria di una linea è necessaria e propedeutica all’espressione della fantasia.
    Solo che è difficile da interpretare.
    E’ il famoso limite che viene posto proprio perchè venga superato. da eroiche paladine americane, da bordellari giardinieri da scrivania, o da giovani appassionati che devono trovare il coraggio per imporre i propri desideri.

    Su questi temi io mi infervoro sempre un pò. E scusami se ho a volte debordato.
    Forse perchè ho perso le illusioni per strada mentre tentavo di mettere insieme i cocci di una vita che un babbo anarchico e autoreferenziale ha contribuito a rendere più difficile e faticosa.

    E perchè ho sempre provato grande fastidio davanti a slogan e gridi di battaglia (vissuti sulla mia pelle) che spesso nascondevano delle motivazioni molto molto molto meno nobili.

    Certo della tua comprensione ti abbraccio

    Tuo

    Virginio

  2. Paolo Tasini ha detto:

    @ virginio:

    Touché Virginio: la tua riflessione è intensa e sincera.
    … e che i giardini nascono dove capita un pò come i bambini. è un bellissimo pensiero che ricorderò al prossimo incontro con un CAD progetto 🙂

  3. annarita ha detto:

    Anche io mi ero un po’ esaltata al grido di selvaggia libertà delle signore americane :-/
    Però l’idea del giardinaggio fuori dagli schemi continua a piacermi, al di là delle giustissime riflessioni di Virginio 😉
    Buone vacanze (già fatte o da fare, doesn’t matter)

    Annarita

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