Onnipotenti!

Sentire la primavera e il proprio sangue non più pesante, fresco di ossigeno e di vita, puntare il pensiero sulla linfa spinta dai muscoli, e poi muoversi, muoversi fiduciosi nella luce, ascoltando altre linfe, ben più potenti, più pulsanti.

il giardiniere, guarda tocca annusa, scopre, indovina.

Il giardiniere non parla alle piante, ascolta.

Il giardiniere ha un cuore bambino e come tale è onnipotente.

Comments
19 Responses to “Onnipotenti!”
  1. corinnecorbelli ha detto:

    Ciao Paolo,
    il giardiniere ascolta……. che magia!
    Durante le stagioni in cui lavoravo in vivaio mi è capitato spesso di imbattermi in clienti che scuotendo la testa sconsolate di fronte all’ennesima pianta esalata mi dicevano: “Pensare che gli parlavo pure!”
    La cosa che mi veniva spontaneo consigliarle era di iniziare ad ascoltare, piuttosto che parlarle.
    Mi ritornano in mente le mattine primaverili quando da bambina uscivo di casa in punta di piedi rigorosamente scalza, per cogliere e sorprendere il giardino al suo risveglio.
    Ricordo con emozione gli attimi di sospensione che segnavano il passaggio dalla fine della notte all’inizio del giorno, attimi in bilico tra due mondi sospesi, tra due realtà che si scioglieva nei colori tenui dell’aurora e in quell’atmosfera ovattata quasi irreale.
    Era come assistere ad una nascita: la sorpresa, lo stupore e il pudore per aver assistito ad un’esperienza così intima misuravano i miei passi. Trattenevo il fiato quasi per paura di poter disturbare lo svolgersi di quell’incanto.
    Tutto invitava all’ascolto imponendo un attenzione e un curioso e meravigliato rispetto.
    E così mi apprestavo ad entrare lentamente in giardino, gustando il contatto dell’erba bagnata, scoprendo e riconoscendo le sagome scure man mano che la luce cresceva e il lento risveglio veniva tradito dal canto degli uccelli che salutavano l’inizio di una nuova vita…..

    Un saluto.

    Corinne

  2. Marcella ha detto:

    Grazie Paolo per questo Blog e per i consigli e gli scritti, e anche per le foto,che rivelano una attenzione appassionata e gentile, e sono in grado di trasmetterci ancora un grande amore per la vita in tutte le sue forme, e ci re-insegnano il rispetto per la natura.

  3. maurizia ha detto:

    …mi sono presa il permesso di rubarti questi bellissimi pensieri ed inviarli ad una mia amica che mi ha appena mandato una poesia di P.Neruda sulla primavera…….questa stagione per mè è la piu bella;quando scendo in giardino e vedo quanta vita si va destando resto incantata…scruto i miei fiori,assaporo le loro silenziose e profumate voci,la loro effimera bellezza….

  4. silvana ha detto:

    ..e anche da noi è arrivata Primavera… in una luminosa mattina di sole dei merli scuri hanno salutato l’inizio di una nuova vita… è arrivato Stefano nostro primo nipotino.. lo guardiamo stupiti e silenziosi…

  5. Paolo ha detto:

    Eh si è proprio primavera: una meraviglia! Si vede anche da come scriviamo 🙂

    Oilà Silvana: super complimenti e… Un benvenuto a Stefano 😉

  6. rosmarina ha detto:

    i giardinieri a primavera impazziscono e diventano Dei .

  7. mi chiedo spesso come ho fatto a meritarmi tanta fortuna!
    vivere in simbiosi con le fasi della natura, le stagioni, il clima.
    questo poi è il momento in cui è più evidente il grande lavoro di germogli che si aprono, arbusti che fioriscono o riverdiscono, bocciolo che si schiudono, un film da osservare con attenzione, il più bello che possa esistere, peccato che spesso siamo troppo distratti ed indifferenti.

  8. paghy ha detto:

    Paolino…… mi sa che a te a furia di stare con mastro geppetto e il suo amico copione ti sei fatto influenzare….. 🙂

  9. paghy ha detto:

    I giardinieri a primavera diventano matti.
    In estate rimangono soli
    In autunno si macerano di malinconia e struggimeto
    In inverno imprecano.

    I giardinieri sono suonati. A volte per conto loro. A volte dai clienti. A volte ci diventano.

  10. silvio ha detto:

    paghy,…………….. finalmente un tecnico

    • Paolo ha detto:

      Cari Silvio e Paghy, il giardiniere appassionato e l’imprenditore nel settore giardinaggio sono due condizioni differenti, che possono “accadere” come no nella stessa persona. Voi siete imprenditori e giustamente fate notare ciò che di poco poetico sicuramente si trova nel nostro ambiente professionale. Il giardinaggio come mestiere è soggetto alle leggi di mercato e alle difficoltà di tutte le cose che hanno a che fare con i soldi.

      Ma perchè, almeno qui, in questo spazio di condivisione, non lasciamo i problemi del lavoro… al lavoro?

      Fuori, di questi giorni, c’è una bellezza da paura 😉

  11. Il fu Gatto Silvestre ha detto:

    Non sapevo che malinconia e struggimento fossero concesse anche ai Tecnici, Silvio. Non è che per caso lei vuole confessarci qualcosa del suo intimo giardinare ma non ne ha il coraggio? Io aspetto sempre il racconto della sua amica, ma se lei preferisce parlare di sè non si faccia scrupoli. Se vuole le smonto e le rimonto l’anima in trenta secondi. Anch’io sono un Tecnico.
    Un ossequioso mazzo di ex tarassachi per lei.

  12. silvio ha detto:

    bravo gs smonta e rimonta anime, ma se devi cambiare una lampadina chiama l’elettricista.

  13. Il fu Gatto Silvestre ha detto:

    Non mancherò, Silvio. Comunque se è vera la legge di Paghy, è meglio aspettare almeno l’estate prima di parlare con lei…

    PS: viene a Colorno, sabato o domenica? O ha paura che la pugno?

  14. paghy ha detto:

    Paolino, nel mio commento i soldi sono l’unica cosa che non c’è.
    Mi rammarico del fatto che tu abbia visto solo questo.
    E il mio non era sarcasmo, ma semplice ironia.
    Inoltre, almeno per me, il lavoro è parte rilevante della mia vita. E’ officina per esperimenti e cappello magico dentro il quale trovo e faccio tante cose. Alcune belle, altre meno. Un pò come in giardino.
    Un luogo dove ho conquistato la libertà e dove posso sperimentare qualunque cosa.
    Per me il lavoro non dà problemi. Dà stimoli.
    Ma la poesia del giardino è fatta anche di sudore e confronto con le persone che lo abitano.
    E il fatto di essere suonati, o avere a che fare con situazioni/persone che ci fanno diventare così, non deve avere per forza una accezione negativa.
    Noi giardinieri da scrivania, ma anche imprenditori del giardinaggio, autori, bombardati della prima ora, accettiamo con levità e ironia ciò che il nostro lavoro ci porta ad incontrare. Col sorriso disilluso di chi sa che alla fine, nonostante tutto, la gramigna vince sulla dicentra spectabilis. Ma consapevoli che l’occhio troppo innamorato fa vedere sfuocato.
    E con l’occhio sfuocato si va a sbattere………..
    Il giardiniere, non guarda la pianta. Guarda la terra. Non si ferma alla superficialità dell’orpello. Ha la necessità di scavare.
    Il giardiniere diventa onnipotente quando sa che è in balia della natura e la prende un pò per il culo, facendosi a sua volta prendere.
    Il giardiniere non guarda all’oggi perchè sa che il bene, il meglio, è da venire.
    Il giardiniere ha un cuore ( che già mi sembra molto).
    Alcuni ce l’hanno bambino.
    Altri ce l’ hanno consapevole.
    Se tu fossi una rosa, in quali mani ti sentiresti custodita meglio?

  15. paghy ha detto:

    Sei sempre un gran P…oeta….. 🙂

  16. Il Fu Gatto Silvestre ha detto:

    E se fossi Photinia?

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