Generazioni

Le scorribande di noi ragazzi nei terreni e nelle fattorie altrui, al limitare del nostro quartiere di periferia, hanno destato il Robin Hood che è in me. Ci hanno insegnato a vivere nei boschi e nei campi come conigli, sempre con le orecchie tese per sentire arrivare Mr Stimpson, il fattore, o qualcuno dei suoi scagnozzi. Stimpson era lo sceriffo di Nottingham, e noi eravamo tanti Robin Hood. Sgattaiolavamo tra il granoturco o ci nascondavamo ai margini del bosco osservando con attenzione i suoi movimenti intorno alla fattoria. Studiavamo le sue mosse e il ritmo della sua giornata. Avevamo imparato a riconoscere l’eccitazione delle sue galline quando dava loro da mangiare, momenti in cui si distraeva e potevamo di corsa attraversare il campo fino alla macchia di alberi con al centro lo stagno delle carpe. Ricordo il giorno in cui abbiamo scoperto le carpe nello stagno. E’ stato come scoprire un gruzzolo di monete d’oro in fondo al mare.

da Un anno a Walnut Tree, Roger Deakin, EDT, Torino, 2009. 

Ogni generazione, ogni infanzia e adolescenza ha il suo paesaggio, la sua umanità. Io appartengo a una molto vicina a quella raccontata da Deakin nel suo splendido un anno a Walnut Tree. Sono esperienze difficili da rintracciare ai giorni d’oggi. Almeno in queste forme. Eppure la natura è sempre lì e la sua bellezza senza peso senza anni è una gran speranza e un irriducibile richiamo.

Torrente Gorello, Saturnia, gennaio 2013.

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Comments
One Response to “Generazioni”
  1. silvana. ha detto:

    Ciao Paolo leggerti è sempre come ascoltare musica per me e nella prima foto mi sembra che ci sia qualcuno che ti stia assomigliando sempre di più ..o sbaglio..?..ciao e buone giornate silvana.

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