Un bosco da mangiare

Alè, ne ho in testa una nuova: voglio un bosco da mangiare! Sì, lo voglio, lo vorrei subito; facciamo che da grande lo costruirò. Sarà un bosco di Kaki, meli e prugnoli, poi gelsi, peri, sorbole, anche capulì (quanto mi piacciono i capulì… più da vedere che da mangiare). A questi alberi ci legherò rampicanti, more, rose e kiwi e tutte le liane commestibili che mi verranno in mente.

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Tra gli arbustoni il posto d’onore sarà per le amate “ballerine” (Amelanchier “Ballerina”), poi le aronie, tante aronie, sono belle le aronie (Aronia melanocarpa)…

Tra le erbacee dovrò mettere la verga d’oro Solidago virgaurea, la bardana Arctium lappa, la pilosella Hieracium pilosella, tutte per un unico scopo: aiutarmi nello spurgo reni prima che succedano altri disastri. 36_1_30.gif

Poi per tornare ai piaceri della pancia sicuramente ci voglio cardi, carciofi, asparagi e tutto il “bollito” immaginabile.

Insomma per farla breve mi è venuta voglia di vivere un poco come l’orso Baloo, piluccando a sentimento, con allegria e senza interruzioni di stagione. È tutta colpa di un libretto di Robert Hart sul Forest gardening e del suo ragionare sottile su paesaggi commestibili.

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Un consiglio spassionato: non compratelo e soprattutto non leggetelo! Finirete come il sottoscritto.

Un saluto grande e buona settimana a tutti.

Comments
4 Responses to “Un bosco da mangiare”
  1. luciana moretto ha detto:

    La lappa bardana mi ha fatto tornare alla mente ( niente di commestibile o medicamentoso ) solo un gioco che facevamo da bambini lanciandoci addosso i frutti forniti di uncini che restavano attaccati ai vestiti.
    Altri tempi!!!
    Un caro saluto Luciana

  2. Silvia Santi ha detto:

    Caro Paolo, come ti capisco…io fughino dal lavoro tante volte quand’è autunno e i boschi di Pantelleria diventano una mensa aperta per gli uccelli e gli esseri umani tra funghi, corbezzoli, gli ultimi fichi, le prime erbe buone da mangiare, i semi dei finocchi selvatici,le radici di carota uncinate alla terra incolta,i grappoli di zibibbo dimenticati sulle vigne, vecchi limoni che danno ancora giovani frutti tra i giardini arabi diroccati…e poi qui è semplice:basta voltar le spalle al giardino e cominciare a camminare verso un altro gioco…
    Un saluto dal Mediterraneo, Silvia

  3. kate smudges ha detto:

    Ah, the joys of the forest … all those good things to eat! I enjoyed your post!

  4. annarita ha detto:

    Mi hai fatto sognare un giardino incantato, pieno di delizie e di rimedi per il corpo, dopo che è stato allegramente nutrito! Buona domenica, Annarita

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