Natura e cura. L’esperienza di Richard Mabey

Natura come cura. Un viaggio fuori dalla depressione

E’ un mesetto che ho per le mani questo libro; l’ho letto e riletto, ma non sono ancora pronto per lo scaffale…

C’è un tono, un’eleganza nell’affrontare temi delicati come la malattia, la sofferenza, degna di un volo di rondine, come quello bellissimo ritratto nell’illustrazione di Ale+Ale per la copertina dell’edizione italiana. Credo anch’io che al volo degli uccelli, così presenti nel mondo di Mabey, sia giusto affidare l’immagine, la vetrina di questo lavoro.

Cosa ha portato fuori dalla depressione lo scrittore naturalista Richard Mabey? E come è possibile che una persona appassionata, innamorata della natura, e fortunata – perchè da questo rapporto trae un mestiere di grande successo – possa ammalarsi di solitudine, di lontananza dalla vita, in una parola di depressione?

In questo post scriptum di vicenda personale è l’umanità la vera protagonista, la forza della relazione, la mano e il cuore di chi è capace di stare vicino, di com-patire, di riaccendere l’emozione. Non è solo cortesia aver dedicato questo libro a un donna, la compagna di vita, Polly. Rientrare, riaccedere insieme, allo spettacolo del mondo, con intelligenza, attenzione, fantasia, ecco la traccia di una personale guarigione. Tutto ciò non nega, anzi esalta, quella natura così amata e così generosa con chi sa coglierne (coltivarne) le incredibili risorse.

La natura non è una divinità che salva o condanna, non ci sono piante o luoghi miracolosi. Siamo esseri connessi, intimamente legati alla moltitudine dei viventi, ma l’alterità del mondo, quel fuori di noi, della nostra pelle, rimane tale. E’ il linguaggio la casa degli uomini, linguaggio che deve i suoi vocaboli, la sua architettura, all’esterno, alla natura innanzitutto. Senza natura cosa ne sarebbe di tutti i nostri avverbi e aggettivi? Quanto poco nutrimento rimarrebbe alle nostre emozioni. Eppure è nel linguaggio, nella qualità della relazione umana che noi possiamo crescere, trasformarci, maturare, curarci, gioire.

Thank you Mister Mabey.

Comments
2 Responses to “Natura e cura. L’esperienza di Richard Mabey”
  1. silvana ha detto:

    ..che bello sapere che un libro ci accomuna nel tempo..l’ho letto avidamente sul tram mentre gli alberi del Parco nord fuggivano velocemente..ritmato dall’incessante aprirsi e chiudersi delle porte…anch’io nn l’ho ancora riposto nella libreria..e sempre a proposito di natura dai un occhio a ” Alfabeto delle pianure” di Enrico Bedolo un reportage nel paesaggio,sarà a Parma come mostra fra nn molto….felice ritorno a tutti.! silvana

  2. Paolo ha detto:

    Alfabeto delle pianure: ho trovato questo link
    http://parma.repubblica.it/cronaca/2010/08/31/foto/l_alfabeto_della_pianura-6644948/

    molto, molto belle! Grazie Silvana 🙂

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