La botanica parallela di Leo Lionni

Leo Lionnispacer.gif Tra i libri che conservo più gelosamente e per i quali ho una sorta di venerazione c’è sicuramente questo lavoro di Leo Lionni purtroppo introvabile (anni or sono persi, con grande spavento, la mia copia: ci misi due anni per trovare nel giro dei bibliofili un altro volume…).

Concedetemi alcune brevi note biografiche sull’autore: nato nel 1910 ad Amsterdam da genitori italiani, Leo Lionni si trasferisce giovane a Milano per lavorare nel mondo della grafica. Nel 1939 è costretto a lasciare l’Italia a causa delle leggi razziali. Si trasferisce negli Stati Uniti dove entra con successo nella mondo della pubblicità. Ritorna in Italia solo in tarda età dedicandosi alla creazione di stupendi libri per bambini. Leo Lionni muore nel 1999 nella sua casa in Toscana all’età di 89 anni.

Io, come giardiniere, sono innamorato del suo lavoro, in particolare della sua Botanica Parallela, un trattato assolutamente indispensabile di scienza botanica inesistente, che spero qualche editore volenteroso trovi il coraggio di rieditare: è un gioiello!!!

La Botanica Parallela è un susseguirsi di descrizioni verbali serissime ed illustrazioni (sempre dell’autore) di piante fantastiche quali i tirilli, le giralune, le solee: non si può non innamorarsi del lavoro di Leo!

Vista l’impossibilità attuale a trovare copie del volume mi permetto di citare come esempio un breve brano della sua descrizione sulle artisie (chissà cosa avrebbe detto il pittore Azari se avesse potuto conoscerle…).

Le artisie. (da Lionni, Leo, La botanica parallela, Adelphi, 1976)

Le piante parallele che hanno sollevato più perplessità tra coloro che hanno seguito gli sviluppi della “botanica parallela” sono senza dubbio le Artisie. E ciò è comprensibile quando si pensi che delle due flore, quella comune e quella parallela, le artisie occupano un posto del tutto speciale, quanto mai ambiguo per l’aspetto abotanico, qualche volta addirittura anorganico, di probabile origine umana, che è il loro carattere dominante.
Quando Chambanceau vide per la prima volta una artisia, esclamò estasiato: “Oh, enfin une fleur humaine!”. Il noto botanico dilettante Theo van Schamen osservò: “Non è ancora chiaro se la pianta nella sua dicotomia artificio/natura, esprima l’influenza della natura sull’arte oppure quella dell’arte sulla natura”.

Sappiamo, beninteso, che la verità non è nè l’una nè l’altra e che, a parte il suo parallelismo, l’artisia è tutta natura. Ma come spiegare il mistero delle sue forme, così ovviamente “artistiche” che in alcuni esemplari sembrano addirittura artefatte, copiate dai ghirigori decorativi del 700? Vi è chi ha descritto il fenomeno come “la natura imita l’arte”. A dire il vero le artisie da noi osservate se non fosse stato per le radici ben visibili, non ci sarebbero sembrate piante ma piuttosto frammenti logori di candelabri o di cornici settecentesche, racimolati, forse, al marchè aux puces.

Esse rappresentano senza dubbio un fenomeno sconcertante che, nella nostra ignoranza, abbiamo attribuito ad un “folle impulso della natura ad imitare l’arte”.

(da Lionni, Leo, La botanica parallela, Adelphi, 1976)

Comments
8 Responses to “La botanica parallela di Leo Lionni”
  1. Louis Lionni scrive:

    Apprezzo molto i suoi commenti, voglio soltanto precisare che mio padre naque in Olanda da genitori olandesi.
    Louis Lionni

  2. Paolo Tasini scrive:

    Grazie Louis 🙂

  3. Anna scrive:

    Innamorata da anni della sua botanica parallela, vedi il nome scelto per la mail, e dei sui adorabili libri illustrati per ragazzi, ringrazio la sua arte e poesia che hanno trasformato in parole e disegni un mondo immaginario che aiuta a vivere nel reale.

  4. Carmen Pedretti scrive:

    Per tutti gli appassionati di Leo Lionni e della sua Botanica Parallela una grande notizia. Nell’ambito della 7° edizione della Rassegna Editoria e Giardini che si svolgerà a Verbania – Lago Maggiore – dal 22 al 30 settembre 2007, ci sarà una mostra di sculture, disegni e litografie di Leo Lionni. Per l’occasione viene inoltre pubblicato un prezioso libro-catalogo dal titolo Il dono di Thauma

  5. Cristina Mannari scrive:

    Adoro Leo Lionni
    Io sono in possesso di un catalogo di Leo Lionni grazie a un mio ex-professore di scultura; ed inoltre ho un taccuino dei bozzetti grafici di Lionni datato 1972 stampato a Venezia, Electa Editrice, trovato in una libreria di una vecchia amica

  6. Stefano Tessadori scrive:

    Ho comprato da ragazzo, studente di architettura, una copia della Botanica che conservo gelosamente. Grazie a Lionni per questo, e altri, capolavori

  7. Sara scrive:

    Buongiorno a tutti. Sto scrivendo la tesi specialistica e come argomento ho scelto di fare un’analisi di carattere etnobotanico sui testi maggiori di J.R.R. Tolkien, il Silmarillon e Il Signore degli Anelli. Mi occupo solo delle piante oniriche di questi due testi e ovviamente prendo come canovaccio principale la Botanica Parallela di Lionni. Avreste qualche altro testo da consigliarmi? Vi ringrazio anticipatamente. Sara

  8. Stefano scrive:

    Sara. Ti segnalo, di Lugi Serafini, l’erbario per Rizzoli-BUR

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