Saluti e… palline d’argilla

Lo so, lo so che un bravo blogger non fa passare la settimana senza post: io carissimi naviganti arranco. Eppure la scrivania, ma soprattutto la mia zucca, è piena di appunti e note: difficile è trovare il tempo per elaborarle. Ricordo che all’inizio di questa “Blogger avventura” pensavo che presto avrei esaurito gli argomenti: ah ah! L’unica cosa che ho esaurito è la pazienza dei miei soci per le ore che rubo alla nostra comune attività e per la faccia da lesso con cui mi presento certe mattine dopo una Blog notte. Eh si, ai miei colleghi devo almeno un piccolo pubblico ringraziamento.

Eccoli qui! Giorgio, Luca e Gilberto: a loro semplicemente  

Giorgio, Luca e Gilberto

Bene in attesa di un prossimo anno carico di novità mi congedo con alcune suggestioni raccolte in questi ultimi giorni.

Innanzitutto confesso che continuo a fantasticare attorno all’idea di giardino foresta.

L’articolo Fruits of the forest sul numero di novembre di The Garden è per me pura benzina: l’idea di arrivare gradualmente a una domesticazione della natura, mantenendo il più possibile aspetti di wilderness sono suggestioni che letteralmente mi esaltano. Il centro (inglese of course) che ricerca e promuove questa visione del giardinaggio si chiama: Agroforestry Research Trust. Vi lascio anche il link al sito di due pionieri del tema: Dave Jacke with Eric Toensmeier ovvero Edible Forest Gardens.

Infine proclamo con Pia la mia entusiasta adesione a bombardare la terra intera con argilla e semi: Wow! Frog

Dalla sua rubrica Apprendista di felicità, sull’ultimo numero di Gardenia, Pia Pera fantastica su carlinghe di aerei caricate a palline di argille contenenti semi di piante, tutto per bombardare di vita le nostre desolate lande: è un idea stupenda figlia degli insegnamenti del maestro Fukuoka e del suo allievo Panos Manikis. Sentite come racconta la faccenda dell’argilla il greco Panos.

Sig. Manikis può dirci qualcosa di più sulla pratica di “seminare” le palline d’argilla?

Anche i bambini possono contribuire alla creazione di un piccolo paradiso giocando con queste biglie di argilla, al cui interno sono inseriti semi di ortaggi, alberi da frutta, specie forestali, cereali e piante da sovescio che arricchiscono il terreno e creano fertilità. Una parte di questi semi sono raccolti direttamente dai volontari che partecipano all’azione, ma chiunque mangi pesche, ciliegie, albicocche, qualsiasi tipo di frutta, può lasciarne asciugare i semi ed offrirli alla gente che semina sulle montagne.

Ogni anno, a settembre, ci incontriamo in Grecia per diffondere questi semi nelle aree desertificate e sulle montagne spoglie con l’aiuto di volontari, molti dei quali provenienti anche dall’estero, Le palline vengono preparare con la betoniera o manualmente e seminate prima che cominci la stagione delle piogge, quindi in autunno (settembre-ottobre) e primavera (marzo-aprile). Il nostro lavoro si limita a diffondere le palline d’argilla, ci pensa la Natura a fare il resto. Con le piogge, alcuni semi germogliano altri no, alcune piante muoiono altre sopravvivono e piano piano comincia a cambiare la vegetazione del luogo.

Le palline sono realizzate con la stessa argilla utilizzata per le tegole o i mattoni, ad essa si possono aggiungere anche altri materiali come cotone o segatura, per creare palline più resistenti e leggere. Apparentemente non c’è niente di scientifico nel nostro lavoro. Non si tratta di usare la mente per scegliere con oculatezza i semi, ci limitiamo a raccogliere tutte le varietà presenti in natura, preparare le palline e seminarle.

Vi lascio con uno stralcio (da meditazione) dell’intervento di Panos alla conferenza di Salonicco:

Abbiamo visto le cose da un punto di vista politico, scientifico e credo che adesso dovremmo vederle anche da un punto di vista filosofico. Perché gli uomini delle multinazionali vogliono il potere, vogliono controllare l’umanità, pensano solo al profitto, sono così avidi? Perché hanno paura in quanto hanno sviluppato un ego enorme. Credo che sia venuta l’ora di riconoscere questa avidità dentro di noi, la paura dentro di noi. È venuta l’ora di capire che questa civiltà dell’ego deve finire, altrimenti il mondo sarà distrutto. Dobbiamo diventare uomini umili, senza desideri, senza possessi materiali, con un’unica voglia: quella di servire la natura. Dobbiamo capire che tutto il nostro pianeta è un essere. Tutto è uno e uno è tutto. Ciò che succede alle farfalle, a un albero, a un animale, a un uomo, è di grande importanza per la nostra vita. Se la natura muore, l’uomo muore, Dio muore. Servendo la natura serviamo l’umanità. Il contrario è sbagliato.

Buone vacanze e Buon anno. 🙂

Appuntamento nel 2008.

Comments
4 Responses to “Saluti e… palline d’argilla”
  1. equipaje ha detto:

    Eh sì sì, la lettura del “filo di paglia” -pur nella sua lontananza culturale- è davvero *estremamente* stimolante ed induce illuminazioni ed idee anticonsumiste (quindi intrinsecamente sovversive): costringe a vedere per un attimo le cose con occhi nuovi e a reinventarsi del tutto l’approccio alla Natura. E dire che ci sono incappata in modo del tutto casuale ed anzi un po’ rocambolesco…
    Da leggere assolutamente, eh 🙂

    Un buonissimo 2008 anche a te, Paolo!
    A presto.

  2. luciana moretto ha detto:

    Al solstizio

    Sarà dal suo gran giro finalmente
    di ritorno il SOLE:
    una rinnovata nascita
    una rinnovata ineludibile speranza

    …e un augurio a tutti

    Luciana Moretto

  3. annarita ha detto:

    Che belle le palline di argilla con il cuore vivo! Tanti auguri di buone feste da un’altra che blogga come e quando può, lavoro permettendo! Annarita.

  4. Cristina ha detto:

    Salve ragazzi, mi avete convinto! Quest’anno lavoro con i bimbetti del nido comunale dove lavoro a fare le palline, bombe pacifiste di semi e d’amore…loro già conoscono l’argilla…vi terrò informati e se avrò bisogno di qualche consiglio tecnico mi farò viva ma non mi sembra una cosa complicata! Staremo a vedere…in fondo anche questo è molto bello: l’attesa, la mancanza di sicurezza…

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