Cari miei…

Cari miei giardinieri che come me trafficate con rose e spine lasciate che il vostro Garden Scotch 😉 vi dedichi questo pezzo viola, viola di livido e viola di violetta…

A suonare sono i Chichimeca e la meravigliosa meravigliosa voce di Claudia Crabuzza 🙂

Alla viola dei Chichimeca aggiungo anche il Colibrì di Emily (poesia n.500, traduzione di Giuseppe Ierolli) Perché? Non lo so, oppure qualcosa so: Emily, Emily Dickinson quanti tesori nel tuo giardino!

Nel mio Giardino, si muove un Uccello

Su una singola Ruota –

I cui raggi producono una musica vertiginosa

Come fosse un Mulino volante –

Non si ferma mai, ma rallenta

Sulla Rosa più Matura –

Assaggia senza posarsi

E apprezza mentre procede,

Finché ogni spezia è gustata –

E allora la sua Trottola Fatata

Rotea in remote atmosfere –

Ed io raggiungo il mio Cane,

E Lui ed io, ci chiediamo

Se sia stato reale, quel che ci apparve –

O creata dal Giardino della Mente

Questa Stranezza –

Ma Egli, migliore nella Logica,

Indirizza il mio occhio maldestro –

Ai Fiori che vibrano davvero!

Un’Impeccabile Risposta!

Comments
4 Responses to “Cari miei…”
  1. VESPA TERESA ha detto:

    Cercando fra le opere della Dickinson ho trovato la F500….
    F500 (1863) / J685 (1863)

    Not “Revelation” – ‘tis – that waits,
    But our unfurnished eyes – Non la “Rivelazione” – è – che attende,
    Ma i nostri occhi sguarniti –
    ……….

    Visto che il soprannaturale non è altro che il naturale svelato, non è la rivelazione che sta da qualche parte, in attesa di farsi vedere e capire, ma i nostri occhi ad essere sguarniti e incapaci di vedere, di capire. Fossimo capaci di svelare i misteri della vita, non avremmo bisogno della morte e del giudizio finale per capirli.
    ………..

    Mi è sembrato un segno e mi piace rispondere così.

  2. rosmarina ha detto:

    Ciao Paolo,grazie per la bella canzone e poesia che ci hai regalato,
    è stato un gesto molto gentile.
    Dato che la canzone parla di viole,vorrei esporre un frammento tratto dal libro di Gerbert Grohmann “tra sole e terra”.

    ….Il suo nome “viola” evoca in noi l’immagine dello strumento musicale e, realmente,le violette sembrano risuonare nel prato o, forse anche ascoltare.Sembrano le minuscole orecchie floreali della terra con le quali essa ascolta trasognata il cielo primaverile in un risuonare di arpe e violini . Ciò che la viola apprende ascoltando lo vediamo poi più tardi,durante l’estate,quando compaiono tanti altri fiori,ognuno col suo piccolo segreto,che si manifesta a chi è abbastanza saggio per comprenerlo.

  3. Paolo ha detto:

    Cara Vespa… Touchè! 🙂

    Gerbert Grohmann non lo conosco. Grazie della segnalazione Rosmarina 🙂

  4. rosmarina ha detto:

    mi è sfuggita la d “comprenderlo” abbiate pazienza ciao

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