Buon Natale

Meditando sulle parole di mio figlio Federico, e battagliando in questi giorni di promesse di regali (Perchè papà il Nintendo DS no? Perchè gli altri lo hanno? Se pensi che sia così stupido, il DS, perchè gli altri no?) mi è venuta in mente una scena estiva catturata all’Arboreto. Domenica pomeriggio, giornata di sole, temperatura ottima: un nutrito gruppo di giovani simil squatter con al seguito gli immancabili cagnolini scodinzolanti si aggira smarrito per i sentieri del parco. Uno dei ragazzi più… squatter, sbotta: “Eh ma che storia è qui? Oh ma hai visto l’erba? Troppo alta, dai cioè, andiamo via… Oh e poi ho fame!  Qui non c’è neanche la barachina…” (a Bologna la barachina è il chiosco dei gelati e affini). Tutto ciò detto a pochi passi da una siepe di Amelanchier in frutto, una rossa delizia del palato irraggingibile per questi giovani senz’occhi.

Perchè mi viene questo ricordo? Che c’entra con mio figlio che vuole il DS per “portarlo ai giardini fingendo di giocare con la natura, cercando in realtà di vincere il terzo livello di colaf dyouti”?

Ancora ricordi: questa volta di Libereso. Tra le tante cose che riguardano il giovane Italo, Italo Calvino, suo coetaneo e da ragazzo compagno di vita nel giardino Stazione Sperimentale di San Remo diretto dal padre Mario, Mario Calvino, una mi impressiona. Ricorda Libereso che Italo non amava la vita in giardino, o meglio non sopportava tutto il da farsi, gli impegni, le mille fatiche del giardiniere. Italo amava imboscarsi, alla maniera del barone rampante immagino, e allora mi chiedo, se Italo fosse bambino oggi, salirebbe sull’albero con un Nintendo? Forse sì.

Penso che ogni generazione, ogni branco ha il suo mondo e i suoi oggetti dati. Oggi i mondi della nostra infanzia ancora opulenta sono pieni di oggetti dati: oggetti studiati al millesimo con un occhio strizzato al genitore e uno al bambino. Al genitore gli oggetti gioco come il Nintendo DS promettono tempo libero, disimpegno, tranquillità e al bambino offrono un mondo ipnotico dove ogni difficoltà si risolve pigiando un tastino, alle volte due. Harry Potter, l’eletto il prescelto, è sempre più il simbolo/mito di questa generazione senza sentieri alla quale si promettono poteri magici che nessuno sa come esercitare.

Complicata la faccenda. Io non ho risposte: neppure per me. Ho il piacere di un rapporto con il mondo della natura, ho il piacere di stare con i miei figli e guardarli negli occhi. Ho il dovere con loro di trattare, trattare, trattare. Ho la responsabilità di scegliere.

Se c’è un valore per me in tutta questa scrittura collettiva su Attraverso Giardini 2009 è nel cercare, nel frugare tra le trame, le griglie che ci fanno vedere le cose e dire “oh a me si: è quella pianta che piace, è quel giardino, bosco, coltivo, selvatico…”

Mi fermo qui: ci sarebbe tanto ancora da dire ma devo scappare. Per oggi, come dicono i miei figli video giocatori, ho finito la mie “cariche di vita”. Buone Natale a tutti 🙂 . A Gatto Silvestre in più una coccola e la promessa di una ciotola di acqua e clorofilla sul limitare di questo giardino, sempre.

Comments
4 Responses to “Buon Natale”
  1. valeria ha detto:

    è sempre così coi figlioli. per me, ad esempio, la fine dell’anno rappresenta un’estenuante mediazione sui botti: trattare, trattare, trattare. ma anche: avere fiducia, avere fiducia, avere fiducia. sperare che gli anni di reciproca convivenza abbiano un pochino lavorato dentro di loro, come peraltro si spera abbiano fatto dentro di noi.
    passatevela bene, mi raccomando!

  2. silvio ha detto:

    un sincero buon natale a tutti

  3. patrizia ha detto:

    Anche se banale, dirlo e sentirselo dire comunque c’è sempre una parte piccina dei ricordi di natali felici, …BUON NATALE a grandi e piccoli!

  4. bassethound ha detto:

    Nel pomeriggio di Natale con i bambini impegnati nella wee, trovo il tempo di scrivere. Come ho già scritto in passato , il nintendo ecc. sono anche opportunità : per il bambino di esercitare i riflessi, le connessioni ecc. e per il genitore tempo “libero”. Il problema e’ a mio avviso la quantità , che ti obbliga a trattare, trattare e trattare, ma questo implica scelta, attenzione e il fare sentire al bambino che l’ occhio è sulla sua salute. Rischio di un atteggiamento proibizionistico , come sai è quello di incuriosire fino ad “incattivire” suscitando rifiuto anche per le cose buone fino a quel momento proposte. Ma che discorsi… il cotechino era davvero un po’ pesante!…Auguri Maestro , riposa in queste vacanze, per poi continuare a fornire linfa ai nostri ricordi , i nostri pensieri e i compromessi ai nostri conflitti

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