Libereso Guglielmi

La scorsa settimana, in occasione dell’incontro con i ragazzi della cooperativa Agriverde, due nostre giornate sono state allietate dalla visita di Libereso Guglielmi, giardiniere di lungo corso e amico: vorrei, insieme a mia moglie, provare, sulla scia delle belle emozioni sentite, a raccontarvi un po’ … Lo faremo con due scritture, una mia e una di Cecilia.

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Dal taccuino

Libereso, tu non porti gli occhiali?

“li portavo, adesso no, non mi interessano più, giusto qualche volta se proprio sono stanco”

Impacchi di ruta, camomilla, meglio ancora chelidonia, rafforzano il bulbo oculare. E così lui, a 82 anni (Libereso Guglielmi è del ’25) legge, scrive e disegna senza preoccuparsi della presbiopia.

Zoppica un po’, nemmeno: cammina con un certo sforzo (“sai com’è, qualche anno fa, sei mesi a camminare nel deserto, 46 gradi di giorno, sotto zero di notte, con mio figlio avevamo un po’ freddo…”) ma roba da poco, via per giardini fermandosi ad ogni erba, per un uso, un aneddoto, una ricetta… pezzi di vita ricca e fruibile.

Libereso, memoria prodigiosa.

Favella indomabile.

Libereso, Libertà!

Mente lucida, giudizio chiaro: “Una volta con poco si faceva tutto – dice incrociando una barchetta da una foglia di canna – oggi con tanto non si fa niente: abbiamo distrutto la civiltà” “Mettono i geni dei pesci nei pomodori e non sanno più che esistono specie di pomodoro che crescono sulla neve – ci vorranno decenni per capire cosa combina un gene dei pesci nel pomodoro”.

Conoscenza è poter-fare, poter fare è libertà. Lui conosce l’inglese antico perché a furia di cercar nei testi e di leggerlo, si è ritrovato a saperlo leggere. Ricercatore puro, guidato spesso non da un progetto ma dal sentore di ciò che ha voglia di mostrarsi, cita fonti di cui gli studiosi di professione lamentano l’inesistenza. E lui ride, lui che ha cercato e frugato in giro per il mondo, in giro fra la gente, fra i prati incolti, fra le carte dimenticate, ride e racconta.

Dormendo tre ore per notte fin da ragazzo stima d’aver rubato al sonno una ventina d’anni, e lo fa non perché non riesca a dormire, ma proprio perché ha tanto da fare ed è un peccato sciupare il tempo a dormire!

Nella vita ritiene di non aver mai lavorato ma di essersi sempre soltanto divertito. “Se fai quel che ti piace non è fatica, è bello!” “Se vivrete come me non diventerete ricchi ma sarete felici” lo dice con quel suo bellissimo sorriso che non lascia adito a dubbi.

La calma e il dialogo le sue armi di difesa; onesto non-violento, non tocca neanche la carne. Obiettore di coscienza nel ’45 rischiava vent’anni di galera e giocò col dialogo le sue carte. Portato davanti al capitano gli disse: “Lei non mi può capire, è un militare, non un padre. Non posso tradire mia madre per servire la patria. La patria non mi ha mai riconosciuto, mia madre invece si è sacrificata per me”.

Ma anche il militare era un padre. “Come poteva sbattermi in galera? Quel mio compagno obiettore sputò sulla bandiera, gli diedero vent’anni e morì per le malattie che contrasse”.

Da allora molte volte la sorte e la saggezza gli hanno permesso di procedere negli anni. Ha il cuore di un maestro, Libereso e un occhio di riguardo per i bambini da cui dichiara di imparare sempre qualcosa. Ama raccontare di suo nipote di sei anni, al quale spesso chiede consiglio ricevendone preziose indicazioni: “I bambini nascono come esseri completi, bisogna ascoltarli perchè loro ricordano quello che noi abbiamo dimenticato!” .

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Lettera aperta a Libereso Guglielmi

Caro Libereso,

era un po’ che non ci incontravamo, e ripensando, prima di rivederti, alle emozioni del primo incontro che avemmo con te, ti ricordavo come un vulcanico attivatore, ma, travolta dal vortice della quotidianità (che da alcuni anni mi pretende), facevo fatica a ricordare chi eri e perché a suo tempo ti avevo assegnato un peso così rilevante…

Poi, giovedì alla stazione di Bologna, ho individuato senza fatica, fra i molti passeggeri provenienti da Torino, la tua ampia e bianca criniera, il tuo sorriso aperto e caldo, e mi sono ritrovata con naturalezza a camminarti a fianco.

Ascoltarti è un piacere, sempre. E per come sono fatti gli esseri umani, in ciascuno di noi risuona, della vita e dei sentimenti altrui, ciò che rimanda ai propri. E così, avendo ritrovato il ritratto che già conoscevo e non avendo voglia di perderlo di nuovo, eccoti questa mia.

Una delle prime cose che mi colpiscono di te è come racconti il male con cognizione, come un fatto da conoscere e da riconoscere; mi ricordi Ashitaka, eroe di Miyazaki, racconti il male senza lasciartene permeare e ne parli con occhi non velati dall’odio.

E mi insegni, mi ricordi, che aver bisogno di poco è libertà.

Alla mia proposta – inopportuna – di vendere su internet i tuoi disegni ed acquarelli, hai risposto con un dono: mi hai offerto un disegno fatto in treno. “Vedi, io faccio così. Ho fatto una cosa e l’ho già data a te. Io non ho bisogno di più”. Questa è la tua candida generosità e mi brucia essermi trovata per un attimo mescolata a quei molti che, fin da quando eri giovanissimo, se ne sono in qualche modo approfittati: qualcuno pubblicando come proprie le tue cose, altri riconoscendoti diritti irrisori, altri semplicemente manipolando e celando gli scopi ultimi delle proprie conversazioni con te. Intanto tu hai continuato a generare e distribuire valore, come una pianta che produce seme in abbondanza e lo affida al vento.

Conversando a tavola, alla nostra curiosità di sapere quali incontri con quali giardinieri fossero stati importanti per te dopo quello con Mario Calvino, hai risposto: “Pochi, si contano sulla punta delle dita”. Mi ha invaso un vago sgomento alla percezione di un panorama così spoglio. Se capisco il tuo sentire, se intuisco correttamente cos’è che valuti tanto raro, mi sommerge un’intima tristezza al pensiero di quanto difficilmente tu abbia incontrato persone in grado di coniugare il saper fare ad una sincera onestà.

Una sincera onestà: ho pensato a noi, a quanto è difficile per un artigiano mantenersi onesto; anche il tentativo di pagare le proprie tasse è ormai una gara improbabile! Solo pochi privati accettano una fattura e solo pochi amministratori pubblici e privati non richiedono indebiti compensi. Così stanno le cose e se non ci stai, se fai finta di non capire, è facile ritrovarti solo ed isolabile.

Poi ho riguardato te, ho ripensato alle tue parole, a tuo padre che ti ammoniva: se in novantanove sono corrotti, tu non puoi pensare di andare in mezzo a loro e di rimanere onesto da solo. Devi stare fuori, combattere da fuori. In effetti tu hai fatto così, ed il risultato è largamente apprezzabile. Quanti bivi devono averti messo alla prova! quante volte devi aver buttato alle ortiche ciò che per tutti aveva valore per proteggere ciò che ne aveva per te! Quante volte, da solo, avrai fatto scelte socialmente incomprensibili!

Mi incoraggi. Spero che la nostra famiglia possa procedere unita e con orgoglio su un sentiero libero dall’avidità, coltivando una ricchezza fatta di relazioni, di conoscenza, di affinamento di sé. Un vivere il cui perno sia l’intima adesione non dico ad un ideale, ma ad un principio morale autentico e spoglio che emerge spontaneo dall’accoglimento della vita. Di un percorso così, anche duro, anche solitario, tu sei mentore.

Libereso, Mario Calvino fece un errore consegnando la sua eredità nelle mani sbagliate; e seppur non pensandolo, non volendolo, di fatto privò l’umanità di qualcosa che le spettava: il prezioso giardino botanico finì in pasto agli interessi degli edili.

Libereso carissimo, non fare lo stesso errore del tuo maestro. Preoccupati di affidare alla carta, così come la senti tu, la filosofia che ispira la tua vita, che hai forgiato in un crogiuolo di rara profondità ed originalità. Quel profumo di senso che ti accompagna e che cattura chi ti incontra è un gioiello spirituale che spetta di diritto all’umanità. Fai in modo che chi non ha la fortuna di incontrarti possa incontrare quella di leggerti!

Quanto a me, affido alla rete la trasmissione di ciò che ho ricevuto nel corso di un incontro che vale un insegnamento.

Grazie.

Cecilia Tagliaferri

Comments
14 Responses to “Libereso Guglielmi”
  1. luciana scrive:

    Personaggi così ( e ce ne fossero…) riescono a rendere meno amari i giorni amari che viviamo
    Luciana

  2. cat scrive:

    che bella faccia da gnomo saggio, di quelli che ti sanno incantare e guidare, come quelli mitici di Rien Poortvliet, che fortuna avere amici così! saluti carlo alberto

  3. silvana scrive:

    …grazie caro Paolo per questi racconti… silvana

  4. patrizia scrive:

    Sono contenta di aver conosciuto questo sito, per chi vuol leggere altro su Libereso Guglielmi consiglio il bellissimo libro “LIBERESO, IL GIARDINIERE DI CALVINO” Franco Muzzio editore, una conversazione in cui Libereso racconta a Ippolito Pizzetti gli anni con Calvino e altro… un libro molto bello con le voci di due grandi del giardino.

  5. Paolo Tasini scrive:

    Grazie a tutti e grazie a Patrizia per aver ricordato il bel volume di Ippolito e Libereso, purtroppo il libro risulta non disponibile alle vendite: Editoriii… Che dite la facciamo una ristampa?
    🙂

  6. Adriana scrive:

    E’tutto vero: incontrare Libereso è sempre una gioia e quel che dice e fa è una continua lezione di vita. Lo so perchè lo conosco, anzi, domani sera, 4 luglio, alle 21, sarà a parlare alla Sala Beckett di San Lorenzo al Mare: per fortuna l’ho saputo in tempo. Ci andrò, senz’altro, salvo imprevisti. Veniteci tutti, voi che potete!
    Vale la pena, come sa chi ha scritto di lui qui sopra! A domani. Adriana

  7. Alberto Raimondi scrive:

    Con entusiasmo del modesto giardiniere che sono ho scoperto la bellissima personalità di Libereso in TV nel programma trasmesso su RAI1. Sarei molto lieto se potessi avere un indirizzo di posta per contattarlo. Come docente di liceo mi piacerebbe incontrare “il giardiniere” con una selezione di ragazzi. Spero tanto che sia possibile. Saluti Alberto

  8. Andrea De Angelis scrive:

    Dopo aver visto lo speciale in tv, sono andato alla ricerca di un qualsiasi testo scritto da Libereso Guglielmi. Niente! e vi assicuro che mi sono recato in più di una lbreria di Roma. Sono d’accordo con Paolo…non sarebbe il caso che qualche editore li metta in ristampa? Ciao a tutti.

  9. ALE scrive:

    Caro Paolo,
    mi sono “infiltrata” all’incontro con Libereso ad Agriverde e sono rimasta veramente folgorata (penso sia una sensazione comune a chi ha la fortuna di incontrarlo), catturata dal suo carisma spontaneo e dalla sua cultura così vasta e così umilmente offerta agli altri.
    Ti ringrazio per aver reso possibile questo bellissimo incontro e ti chiedo se magari hai qualche altra foto da mettere sul sito o da mandarmi (per intenderci, nella foto che c’è adesso sul sito io sono la tipa “concentratissima” proprio dietro le spalle di Libereso)
    Ciao Alessandra

  10. Alberto scrive:

    Ciao Paolo 🙂

    Un saluto a te e a tutti i lettori di questo bel blog. Ti passo la paginetta del nostro ricordo della visita di Libereso.
    Bye 🙂

  11. Studentessa delle medie... scrive:

    Uh…salve a tutti…sono una ragazza delle medie (2° media per l’esattezza) e mi ritrovo qui navigare su internet,un pò annoiata,in questi siti…cerco informazioni su Libereso Guglielmi (beh,forse lo avevate già capito! :)…) e dovrei scrivergli una lettera domandadogli che influenza esercita sulle piante,animali,persone la Luna…è per un lavoro di scuola…ma in realtà,pur essendo una ragazza abbastanza volenterosa,con tutto il rispetto,di questo uomo non ne ho mai sentito parlare e non mi và proprio di scrivere una lettera a Libereso Guglielmi. . . che barba. . . lo so,probabilmente non vi interessa,e nemmeno al proprietario di questo forum,o non so che sia,ma mi sentivo “ispirata” a commentare……………………… 🙂 ora vado a tentare di completare i mie compiti… Ciao! P.S. comunque complimenti per questo “forum”,o cos’è. . . 😉

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