Le tentazioni del giardiniere

Disdetta, tremenda disdetta. Dovrei essere a Celle Ligure a conversare con Libereso, Laura e Daniele e invece mi trovo qui in poltrona a mandar giù beveroni al timo per calmare la tosse e la febbriciattola. Lo so lo so, sono un giardiniere sciroppino, e visto che ho rubato il computer all’infanzia mi distraggo scrivendo un po’. Argomento:  tentazioni del giardiniere.

Settembre è un mese terribile per il giardiniere di mestiere, il mese delle tentazioni appunto, del fermatemi vi prego o altrimenti compro tutto. Succede perché la buchetta delle lettere si gonfia dei nuovi cataloghi dei vivaisti, la casella di posta elettronica avvisa delle quantità di piante sui piazzali, c’è Flormart la fiera per addetti ai lavori e, come se tutto ciò non bastasse, ci sono gli olandesi tecnologici. Quelli che, se non stai attento, tramite la rete, ti portano direttamente in camera da letto le loro mitiche aste di fiori: basta un click e un carrello di piante, quello che hai appena visto su monitor, il giorno dopo è a casa tua (carta di credito permettendo naturalmente).

Personalmente a tentarmi ci sono pure le comunicazioni dei centri di ricerca privati, i costitutori di nuove piante, ad esempio i francesi di  Sapho. A loro negli anni non ho saputo resistere: ho cominciato con le Forsythia nane, poi ho preso una cotta per i piccoli Malus,  Coccinella e Evereste. Un anno, in piena crisi di astinenza da bacche estive, mi sono gettato sugli iperici:  i famosi Magical. Per fortuna mi ha “calmato” il Prunus laurocerasus Etna, tanto carino quanto deboluccio: è capace di prendere l’unica spora di oidio disponibile nel raggio di 50 km.

Le nuove piante che vediamo nei garden center o nelle fiere non escono solo dal cilindro dei grandi costitutori, ci sono anche i battitori solitari, mezzi cacciatori di piante mezzi ibridatori. Tutti personaggi molto interessanti. Io seguo da anni un tal Luc Kliskhamer (quanti pensieracci la sua collezione di Echinacee): date un’occhiata a cosa questo signore ha introdotto dal 1987 ad oggi in Europa.

Certo il mio cacciatore di piante preferito rimane Daniel, ma è laggiù nelle Americhe. Quando penso a una vita spericolata la sua è perfetta, altro che Steve McQueen!

Per tornare al nostro mercato io non so quante nuove piante ogni benedetto anno vengono lanciate. Valanghe! Qui in Italia che io sappia non c’è nessun servizio che riassume lo stato dell’arte. Siti come l’inglese Provar PLants ce li scordiamo. Ma ci scordiamo anche sistemi di valutazione come quello attivato della R.H.S. o le reti di conservazione come la The National Council for the Conservation of Plants & Gardens.  Che dire: così è. Studiamo l’inglese, usiamo internet e muoviamoci. Muoviamoci  però anche fuori da tutto questo mercato. Sapete come la penso: ogni anno che passa mi trovo sempre più distante da questo carnevale. Non ne rinnego il valore, ma mi infastidisce l’onnipresenza,  il rumore e il conseguente oblio che cade su tutto quel mondo di vecchie varietà o specie che in alcuni casi hanno un solo grande difetto: l’assenza o la scadenza delle royalty.

Buona stagione a tutti 🙂

Comments
One Response to “Le tentazioni del giardiniere”
  1. la gaia celiaca ha detto:

    sono arrivata qui cercando poranceto.
    non coltivo niente, ma il tuo blog mi ha conquistata, così come le tue foto su flickr.
    mi hai fatto guardare posti che conosco con altri occhi.
    ho scoperto dove portare mia mamma, giardiniera dilettante ma appassionata, la prossima estate.
    non male, per un semplice blog.
    insomma, grazie!

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