Il giardino di Nausicaä

“Quando gli umani distruggono l’equilibrio del mondo, la foresta lo ripristina, ad un costo enorme per se stessa. Il marciume diviene proprio lo strato di base per gli alberi che si è mangiato. Mangiare ed essere mangiati… opposti ed uguali in questo mondo. La foresta intera… una vita”

Miyazaki, H., NAUSICAÄ della valle del vento, n. 6, Planet Manga, Modena, 2000.

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Oggi voglio prendere spunto da “NAUSICAÄ della valle del vento”, un fumetto che condivido, da alcuni mesi, con mio figlio più grande. E’ una delle storie più belle, ricche, complesse, che mi è capitato di leggere; è difficile da riassumere brevemente, preferisco, se volete una traccia completa di questo racconto, proporvi un link a questo sito.

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Come giardiniere non poteva non incuriosirmi il ruolo che ha in questa storia il giardino: un giardino che tiene i semi dei vegetali utili agli umani, conservati per ricolonizzare la terra, una volta che la purificazione del mondo intossicato sia completata. Come avrete capito siamo in un fantasy, in un futuro “medioevo” dove la terra appare compromessa, invasa da una enorme foresta fungifera, avvelenata e avvelenante, con miasmi e spore tossiche per ogni dove. Gli esseri umani vivono ai margini di questa foresta, divisi in piccoli regni. Nausicaä è la figlia del re di un popolo che abita questi margini e che, come tutti, cerca di sopravvivere.

Il giardino, anch’esso esterno alla foresta, è mantenuto e custodito da misteriose idre, figlie della civiltà precedente; contiene specie animali, piante e materiale artistico scomparsi dopo “i sette giorni di fuoco” che distrussero, inquinandolo mortalmente, il pianeta.

Mi colpisce, nella narrazione di questa specie di giardino-Arca di Noè, relitto galleggiante del naufragio degli esseri umani, il valore che Nausicaä gli attribuisce. Un peso importante, ma assolutamente secondario rispetto al desiderio di comprensione e di pace con l’ambiente. Sì, perchè il cuore del racconto è la scoperta della vitalità della foresta, capace di riequilibrare dissesti e di tendere ad equilibri attraverso rubuste ed impietose trasformazioni. Il giardino è il sogno di vita degli umani, ed è per Nausicaä una proposta che va scommessa, giocata, anche rinunciata, nell’incontro/scontro con gli altri esseri viventi e con le sostanze, i veleni contrari alla vita…

E’ la foresta il luogo cui riferirsi, ove mediare, battagliare, rinunciare ed ottenere… Il giardino quindi non risolve il nostro rapporto con la natura: ne dipinge alcune speranze… Per concretizzarle, queste speranze, come Nausicaä, bisogna agire oltre i propri limiti e mettere in conto la rinuncia, la perdita, tutta la distruzione, tutte le tossine, che una vita può contenere….

Spero di avervi incuriosito.

Un saluto grande 🙂

P. S. esiste anche la trasposizione cinematografica, per i riferimenti clicca qui

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Sempre su Hayao Miyazaki leggi il post La principessa Mononoke

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