Populus italica e Fraxinus Raywood

I colori autunnali sono una pena? Siccità estiva e freddo che non arriva hanno picchiato duro? La tua (come la mia) puzzolente città intossica tutto, piante comprese?

Ok! Dal momento che sembra non possiamo scappare ho pensato che almeno nell’immediato possiamo… barare!!!

Io baro truccando i colori: la foto in apertura porta un po’ di tricks del mestiere e i toni dell’immagine (cliccaci sopra per averla ingrandita) sono ciò che vorrei e non ciò che mi tocca vedere. Per fortuna in stagioni migliori di questa non è impossibile vedere colori così accesi. Eh si, sono molto belle le quinte arboree del Frassino meridionale varietà Raywood. Il Fraxinus oxycarpa ‘Raywood’ o Fraxinus angustifolia ‘Raywood’ è un albero robusto, originario del sud Europa e poco valorizzato sul nostro territorio: qui a Bologna i nostri vivaisti lo coltivano soprattutto per i tedeschi (che rabbia tutti quei camion di piante di prima scelta che se ne vanno lontano!).

Raywood (clicca sul link per la scheda tecnica) è una cultivar che proviene nientemeno che dai giardini di Raywood, Adelaide, Australia. Pensate alla sua storia: emigrato in Australia come semplice angustifolia, mutato laggiù nel bel Raywood e ritornato con baldanza a casa. Il premio della RHS AGM (Award of Garden Merit) ne ha decretato il successo. Raywood è una cultivar che da noi si adatta meglio di altre ai cambiamenti verso il secco e l’arido. Rifugge dal ristagno e non sopporta le potature ad attaccapanni che ancora nella nostra provincia pullulano. Le foglie sono verde scuro e seghettate e virano verso un colore marron prugna nella caduta.

Se ai colori e alla forma aperta di questo frassino si affianca poi il giallo e la forma svettante di un Populus italica, l’effetto scenico è di sicuro impatto e non solo in autunno.

Ah, volete vedere che colori si trovano in luoghi più fortunati dei nostri? L’italica qui sotto vive (beato lui) a Siusi provincia di BZ e nella foto non c’è alcun trucco…

Populus nigra "cipressina"

Comments
4 Responses to “Populus italica e Fraxinus Raywood”
  1. cat scrive:

    ops! adesso mi sentirò in colpa a pubblicare le mie gioie autunnali ;o), scherso te le dedicherò, cari saluti carlo alberto

  2. luciana moretto scrive:

    il pioppo della foto: una fiammata che riscalda il nostro animo esacerbato.
    Un caro saluto Luciana

  3. annarita scrive:

    Che bello, sembrano i colori dell’autunno nel New England! Visto che sei un esperto, come mai là i colori sono tanti vividi e qui no? Scusa l’ignoranza di una domanda magari insensata 🙂
    Grazie per la visita, Annarita.

  4. Paolo Tasini scrive:

    Ciao Cat, aspetto sempre fiducioso le tue good news! Fiducioso e di buon umore! 🙂

    Ciao Luciana, hai colto nel segno: il mio è un animo esacerbato. Non voglio che sia l’argomento di questo blog, ma è indubbio che il mio sostare sui colori che languono e i paesaggi deturpati sono anche personali cartine tornasole: posso dire che vivo in una città che mi piace sempre meno. Non è solo questione di inquinamento e di mancate cure (vedi post sull’Arboreto): ho sempre più l’impressione che i valori per cui l’ho amata, mondo solidale, cultura, convivenza civile e perchè no, allegria, siano all’angolo. Non so se, più che le cose, sono cambiati i miei occhi: so che le lenti qui non funzionano.
    Riguardo la mia città mi conforta sapere che proprio da qui nascono anticorpi di denuncia come ad esempio il gruppo di Milena Gabanelli (la trasmissione Report); loro civilmente combattono e tengono accesa la speranza… 🙂

    Ciao Annarita
    benvenuta su attraversogiardini! Innanzitutto segnalo ai miei lettori il tuo bellissimo sito sul tema letteratura per ragazzi: l’ho scoperto recentemente e me lo sto veramente godendo!
    Per quanto riguarda i colori ti segnalo il divertente post di Carlo Alberto: sai Perchè?
    Questo autunno a Bologna, dopo tutta una stagione di siccità, di inquinamento, di temperature limite, le piante sono arrivate stremate, con molte meno foglie del solito e tra queste diverse malate o con segni di sofferenza. Se a questo aggiungi la mancanza dei primi freddi autunnali che favoriscono il viraggio del colore la frittata è fatta!
    Dai speriamo, e lavoriamo, per la prossima stagione. 🙂

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