Vorrei ce ne curassimo

Potatura castagno secolare a Poranceto - 2010

Ieri sono tornato a Poranceto con un gruppo di corsisti per fargli conoscere questo luogo così speciale. E’ stata l’occasione per vedere l’evoluzione delle cose che vi avevo raccontato. Purtroppo da allora i lavori di potatura sono avanzati e almeno una decina di giganti pluricentenari sono ora ridotti in queste condizioni.

Potature castagni a Poranceto - 2010

Potature castagni a Poranceto - 2010

Il 26 maggio, dopo aver visto le prime piante così trattate, avevo scritto una mail all’ente Parco regionale dei laghi di Suviana e Brasimone per chiedere spiegazione sul senso di questo intervento. Siamo a poche decine di metri dal Museo del bosco di Poranceto nell’area con maggiore concentrazione di castagni plurisecolari.

Questo è un estratto della mail che avevo mandato all’indirizzo segnalato sul sito ufficiale del Parco. Ad oggi nessuna risposta.

da Paolo Tasini <paolo.tasini@gmail.com>

a parcodeilaghi@cosea.bo.it

data 26 maggio 2010 08.35

oggetto I castagni di Poranceto

proveniente da gmail.com

Gentile amministrazione

Sono un appassionato frequentatore di Poranceto. L’altro giorno vedendo alcune potature su castagni secolari dell’area sono rimasto profondamente colpito dalla totale indifferenza verso forme e presenze che considero un valore estetico di assoluta rilevanza.

E’ un grande peccato vedere forme arboree così incredibili, così piene di storia, cancellate in un attimo da quattro colpi di motosega.

Ci tengo a dire che non ho volontà polemiche o altro. Vorrei solo che i castagni di Poranceto fossero più rispettati.

Che dire: probabilmente ho sbagliato i toni, una semplice mail di un cittadino visitatore indignato di fronte ad una potatura che non sa spiegarsi non è sufficiente a muovere una risposta. Eppure ho scritto all’ente che, con soldi pubblici, ha in carico la tutela del bosco di Poranceto e che lì ha costruito un museo sulla cultura del castagno. Non avendo risposte faccio congetture e rilancio.

Forse quei castagni a pochi passi dal Museo non appartengo all’area Parco e sono in aree private non segnalate. Se è così – e questo spiegherebbe il silenzio dell’ente – è possibile che piante pluricentenarie vadano così trattate? C’è un castanicultore, un forestale, che sa spiegarmi il senso di questo intervento?  Esistono normative che tutelano le piante plurisecolari? La regione ha un elenco di esemplari monumentali presenti in Emilia Romagna tutelati per decreto, perchè nessun castagno di Poranceto è presente? Questo cosa vuol dire? Nessun gigante a Poranceto è soggetto a tutela?

Le domande si affollano: girerò questo post di nuovo agli indirizzi del Parco e anche alle amministrazioni provinciali e regionali. Voglio riportare l’attenzione su queste piante. Ce ne è assoluto bisogno, anche perchè, forse non lo sapete, i castani tutti, in questi giorni,  sono soggetti ad un nuovo terribile flagello: la vespa cinese ovvero Dryocosmus kuriphilus.

L’ho vista di recente nei boschi di Sasso Marconi, di Vedegheto: http://www.invasive.org/species/subject.cfm?sub=4901

Un vero disastro, non ha nemici, bolla tutto il fogliame, riducendo a un niente la capacità fotosintetica delle piante.  Cosa hanno fatto di così terribile queste piante da essere così flagellate? Ci siamo anche noi tra i flagellanti?

Sono così belli i castagni… vorrei ce ne curassimo.


Paolo Tasini - View my 'Poranceto Chestnuts' set on Flickriver

Comments
58 Responses to “Vorrei ce ne curassimo”
  1. albero ha detto:

    Quei radi e tristi spoletti su degli improbabili polloni (oltretutto feriti e non del tutto rimarginati) che ho visto l’altro ieri, dentro il bosco devastato, più che una rinascita dei fasti trascorsi, mi sa di alibi per giustificare l’asporto di un po’ di legna da ardere e d’assito… Patriarchi barattati con innesti impomatati! Difficile, ora, sentire lo sforzo infinito della terra che attraverso gli “alberi” parla al cielo in ascolto (Tagore), come difficile è accettare la presunzione di chi cancella la storia, un patrimonio comune di stupori interrotti da una motosega.

    Mercoledì prossimo esordirà ai mondiali l’Italia, gli schermi al plasma ci stordiranno ancora, la tenuta degli innesti… problema di poco conto.

  2. lorenzo ha detto:

    in effetti, per quanto ci si possa sforzare, è tremendamente difficile immaginare la causa che può aver spinto ad un gesto così insano e raccapricciante.
    l’unica cosa che mi può balenare nella mente (ma ci credo poco vista l’entità dei danni apportata da mano umana) riguarda la selezione (non immagino su quale base) di un’area designata a sperimentazione circa la lotta alla devastante vespa cinese (Dryocosmus kuriphilus). e comunque, se anche così fosse, non mi spiegherei il motivo per cui sperimentare su esemplari di rara bellezza come quelli del bosco di poranceto.
    dicono ci si abitui a tutto, quindi ci abitueremo anche a questo ennesimo scempio. purtroppo.
    ciao Paolo.
    un corsista.

  3. simona ha detto:

    hai mandato la segnalazione al wwf?
    Sezione regionale Sezione Emilia-Romagna

    Indirizzo Via San Felice, 99
    CAP 40122
    Città Bologna

    Telefono 051 551199
    Fax 051 522087
    indirizzo e-mail emiliaromagna@wwf.it
    oppure alla polizia provinciale di Bologna

    Comandante: Maria Rosaria Sannino
    Sede: Via Peglion, 21 – 40128 Bologna
    Telefono: 051.659 9047
    Fax: 051.659 8552
    Email: mariarosaria.sannino@provincia.bologna.it

    Assessore: Emanuele Burgin

  4. Paolo ha detto:

    Grazie Simona

    segnalo immediatamente 🙂

  5. simona ha detto:

    mi viene in mente che il wwf ha anche una sezione a bologna , scriverei anche a loro. In particolare Angelo michelucci è una persona molto in gamba che non credo lascerebbe cadere la cosa . Ho trovato in rete questo suo indirizzo ma non se è attuale angelomichelucci@interfree.it. Sarebbe molto utile credo riuscire a parlargli.
    Indirizzo Via San Felice, 99
    CAP 40122
    Città Bologna
    Provincia BO

    Telefono 051 551199
    Fax 051 522087

    La sede è aperta in questi giorni:
    Lunedì 15/18:30
    Martedì 9/12:30
    Mercoledì 15/18:30
    Venerdì 9/12:30

    La sede è gestita da volontari e non è garantito il rispetto degli orari indicati.

    Responsabile Franco Candi

    Indirizzo e-mail bolognametropolitana@wwf.it

    Comuni: Tutta la provincia

    Responsabile Sezione
    Michele Vignodelli

    Responsabile Educazione Ambientale
    Ilaria Rizzo

    Responsabile Attività Esterne
    Angelo Michelucci

  6. Sergio ha detto:

    ciao Paolo, prova a segnalare lo scempio qui http://www.ilrespiro.eu/
    chissà che di porta in porta qualcosa si smuove…

  7. Valeria ha detto:

    Se può essere di qualche aiuto un’adesione, io ci sono e senza dubbio molti altri. Dicci solo come (firme, presenza, email, lettera postale, blog, etc etc) e ci si muove.

  8. Il Fu Gatto Silvestre ha detto:

    In attesa che si muovano gli eserciti, suggerisco di visualizzare intorno a Poranceto un globo di energia che disorienta le motoseghe e ne manda in tilt i circuiti. L’operazione va fatta previo rilassamento e con assoluta certezza dell’esito. Dopodiché ricordatevi di non leggere i commenti dopo di questo se appare il nome “Silvio”…

  9. silvio ha detto:

    ………………………………………………………….
    ………………………………………………………….
    ………………………………………………………….
    grazie

  10. Il Fu Gatto Silvestre ha detto:

    Bentornato. Lo deve la causa di Poranceto.

  11. silvio ha detto:

    ………………

  12. Kong(Zong) ha detto:

    Dare giudizi? Criticare? Assolvere o Condannare?
    Bel mestiere caro Paolo, ma io mi sono stufato sopratutto quando il giudice è un Blog di gente ignorante (come lo sono io) sul retroscena che ha portato al risultato che hai fotografato.
    Siete forse Talebani della natura? Riuscite ancora a ragionare? C’è spazio per mettere in discussione qualcosa o fate semplicemente atto di fede dividendo il mondo in buoni (quelli che coltivano i fiorellini) e cattivi (quelli che li tagliano)?

    Forse il mondo è più complesso e contiene anche quelle (poche) persone che si confrontano e lottano tutti i giorni con la natura e le (molte) persone che hanno deciso per una vita più ricca e comoda, fanno gite domenicali se non piove e tengono – con cura – un bel giardino davanti casa.

    Credo che prima di scrivere post come questo (e condannare), occorra chiedersi: Chi ha tagliato gli alberi? Perchè lo ha fatto?
    Da qualche parte nel mondo infatti c’è una persona che quel paesaggio magnifico lo ha portato fino a noi. I castagni secolari infatti esistono perchè in passato qualcuno ci ha sudato e lavorato, rinunciando a una vita “da bere”. Quel qualcuno (forse) non fa fotografie o non filosofeggia della natura; vive rintanato sui monti ad addomesticare PER NOI un ambiente che lasciato “libero” arriverebbe (e arriva) nelle nostre belle case di città in forma di acqua sassi e fango.
    Se a tagliare fosse stato quel qualcuno io non ci troverei nulla di male. Ha monetizzato anni di sacrificio e chi lo vuole fare sentire un “malvagio” distruttore avrebbe tutto il mio biasimo. Con che faccia gli chiederemo domani di continuare a spezzarsi la schiena per mantenere il paesaggio? Perchè dovrebbe farlo? Perchè obbligato da cittadini che scrivono mail dagli uffici climatizzati?

    Fatela la vita del montanaro e sceglietela per i vostri figli. Vivete di castagne, pastorizia e legname. Poi scrivete sul blog e condannate!

  13. silvio ha detto:

    kong ma cosa hai detto? sei impazzito a criticare l’intellighenzia salvaguardista, fukuokiana di questo blog? difendi quei sporchi montanari ubriaconi capaci tra il si e il no di fare un innesto su un castagno ( chissà quanti sanno che tipo di innesto si fa su un castagno).
    Gente che da generazioni vive nel e con il bosco non saprà neanche che la loro motosega probabilmente consuma ed inquina più del mercedes catalittico con cui si va al mare la domenica: plebe! Plebe che non ha mai sentito parlare di Paolo Peyrone ma costruisce cataste di 300 qli di legna in equilibri provati da anni di calli. straccioni capaci di salvaguardare decine di ettari di bosco, fare burghe in sasso che durano centinaia di anni, prendere un castagno che ha centinaia di anni ed innestarlo per cercare di salvaguardare l’energia delle sue radici ed il suo valore che altrimenti andrebbe perso per naturale deperimento. gente che piuttosto che salvaguardare 10 metri quadrati di un’aiuola naturale lungo il ciglio della strada e pulirla e mettergli le palette “non tagliare” si riducono in taverna davanti alle carte e a un bicchiere di vino (forse perchè stanchi da otto/nove ore di bosco). Per fortuna che la natura ha ancora i suoi paladini che armati di nikon e mail continuerà a domandarsi:
    perchè la gente pulisce i boschi
    perchè si continua a rinnovare le essenze anzichè mantenere quelle vecchie e malandate
    perchè continuano a tagliare le piante lungo le strade per far passare i camion quando basterebbe girare tutti in bicicletta che si inquinerebbe meno
    perchè si continua a tagliare gli alberi per fare legna

    per discutere di queste tematiche stasera tutti al sellaio a mangiare una pizza che la fa nel forno a legna
    kong, io e te andiamo dai montanari: due tigelle e barbera. ti va?

  14. Il Fu Gatto Silvestre ha detto:

    Mancava solo l’accusa di parassitismo e un triangolino rosa sulla T-shirt e poi l’intelligencija era sistemata definitivamente. Perché non provvedete, voi che siete l’hardware dell’umanità, là al piano di sotto? O aspettate una guerretta civile per regolare i conti con questi debosciati e i loro relativi castagni? Perché è chiaro che l’economia dell’entroterra bolognese si regge sui frutti di cinquanta alberi e che non si può permettere a una “cosa verde” inopinatamente sopravvissuta di occupare abusivamente il sacro terreno della produzione. Ma cosa si sono pensati di lasciarli oziare per decenni quei mostri? Cosa c’avevano nella zucca i padri e i nonni di questi filosofi pragmatici del “lavoro ben fatto”? Perché le piante, create a uso di combustibili per la pizza, non possono andare in pensione, sia chiaro! LA-VO-RA-RE: è quello l’unico senso che hanno. Schiave sempre e definitivamente, anche quando sono grandi come case, con le rughe d’espressione e le parole stampate a ogni internodo.
    Ma a noi dell’anima non c’è da discutere, perché è roba da babbonatale, e della bellezza ce ne frega assai. A noi il gusto ce lo insegna lo skyline del Kubota e l’ergonomia della Stihl e lo spirito lo mandiamo a fare il tagliando alle rose paesaggistiche dell’incrocio.

  15. Kong(Zong) ha detto:

    Non è la cultura del kubota che vorrei fosse considerata nella formula dubitativa che invoco quando si giudica l’azione del prossimo.
    E’ la possibilità che dietro quel taglio ci sia una cultura antica, oggi perdente, ma che ha portato quei castagni secolari al 2010.
    Noi che ieri siamo scappati dal freddo e dalla fatica, per sviluppare l’economia emiliano romagnola e oggi abbiamo superato produzione e ricchezza per arrivare a collegare il benessere al possedere una taglia 42, non credo che possiamo tornare a Poranceto a sentenziare.
    Non se lo merita chi è restato.
    Istruiti siamo istruiti ma se i vecchi del luogo dicono: “è un bel lavoro”, questo non ci deve suggerire nulla? Nemmeno un poco di umiltà nel giudicare?
    Sicuramente la scienza agronomica e le moderne tecniche di potatura avrebbero suggerito altro. Forse anche le logiche del valore aggiunto suggerirebbero di non toccare i castagni di Poranceto. Però perchè non proviamo a spiegarlo senza presunzione? Io credo di sapere perchè: perchè è più comodo vietare e chiedere l’intervento dell’autorità.
    Cari tutti non vi ricorda niente?
    Abbiamo sempre sostenuto che vietare ai bambini è peggio che educarli alla selvatichezza, più facile, ma peggio. Io vedo un’intersezione tra questo modo di pensare e questa discussione; …e mi sembra dissonante con tante prese di posizione passate.

  16. Il Fu Gatto Silvestre ha detto:

    Gentile Kong, io non ho evocato l’intervento di alcuna autorità, e Paolo, mi sembra, ha chiesto spiegazioni e rispetto, non poliziotti.
    Mi risulta che chi ha delle proprietà all’interno dei Parchi non possa/non potrebbe toccare nemmeno un albero se non previa autorizzazione, quindi non ci vedo niente di sbagliato a chiedere se le cose stiano o meno così.
    Lei conosce gli abitanti della zona molto meglio di me, ma ho il sospetto che se ne sia fatta un’idea molto pastorale, perché saranno anche rimasti là, come dice lei, ma non credo si siano presentati con l’arco e le frecce e un seghetto a mano.
    E poi, mi scusi: ma quanti anni fa pensa sia stato fatto l’ultimo dirado? 15, 30? Secondo me gli ultimi a metterci le mani sono stati i bisnonni di questi vecchi saggi che lei vorrebbe tanto nella foto del comodino.
    Avrei capito un taglio all’altezza dell’ultimo ricaccio, che salvaguardasse la struttura della pianta, ma quella che roba è?
    Guardi, io non so come spiegarmi. Le dico solo che applico alle forme di Poranceto lo stesso criterio rivolto agli anziani della nostra specie: siete vecchi, siete unici, avete dato? Riposatevi. Non ci dovete più niente se non il vostro silenzio e il vostro sguardo.
    Possibile che lei non concepisca questa modalità dell’esistere?

  17. lucio ha detto:

    la cultura dei padri, nel bene e nel male, ha asservito la natura alle esigenze umane. Probabilmente, anzi sicuramente, è stato un modello necessario per la sopravvivenza delle nostre genti, ma non è detto che debba perpetrarsi all’infinito.
    E’ la storia che decide. Le culture si modificano e le abitudini cambiano per adattarsi alle nuove esigenze.
    Si può non accettare ma non credo si possa far finta di non capire che una nuova cultura sta nascendo nel mondo occidentale, capace di rispondere ai bisogni dell’oggi: è quella che ribalta l’antico concetto della natura al servizio dell’uomo ponendo l’uomo al servizio della natura. E’ questo nel mondo moderno il modello necessario per la nostra sopravvivenza, e io nel servizio ci metterei anche la bellezza e la poesia. Cose di cui giustamente non sapeva che farsene il montanaro di una volta ma che oggi devono far parte della nostra vita. Questo è il progresso. Questo è un avanzamento della civiltà.

  18. Valeria ha detto:

    Ora arriva Paolo e vi fa un bel mazzolin di fiori, sobillatori! (il discorso si sta facendo molto interessante; Paolo, risparmiali per questa volta)

  19. Il Fu Gatto Silvestre ha detto:

    Bravo Lucio. Interdizione dai pubblici uffici e triangolino al bavero anche per lei.

  20. lucio ha detto:

    lei mi è troppo simpatico per non accettare di buon grado le sue onorificenze.

  21. silvio ha detto:

    gs si vede che nel bosco ci vai solo su you tube. se quel bosco fosse stato diradato 15 anni fa faresti fatica ad entrarci a piedi, quel bosco è stato sistematicamente pulito in modo che chiunque possa usufrire della sua bellezza. i castagni mi risulta che sono stati innestati se è vero devono essere tagliati in quella maniera altrimenti il tiro dell’ultima gemma inibisce l’attecchimento della marza. ne l’economia dell’entroterra ( entroterra? da quando abbiamo un litorale) bolognese nell’economia di coloro che hanno fatto quei tagli dipende da 5 qli di legna (valore commerciale della legna di castagno 50 euro). L’hanno fatto per denaro o perchè credevano di fare una cosa positiva? lei forse non sarà d’accordo con quello che è stato fatto, e ciò è lecito, ma quali sono gli argomenti che ho visto: poesia.
    Quando ci sarà qualcuno che parlerà con cognizione di causa forse quei vecchi poseranno il bicchiere per dare spiegazioni che altrimenti non vedo il motivo per perdere tempo
    se non lei o Paolo sicuramente altri hanno subito alzato il dito invocando gli esperti, ma mi immagino i miei vecchi saggi che all’arrivo dei personaggi evocati dire : vè un’etar dutor in nabbia(trad. ecco un altro dottore in nebbia).
    Comunque sono in trepidante attesa di sapere il responso dei vigilantes invocati.
    Un’ultima cosa, caro gs, passi che il rispetto per i castagni si fermi nel momento che qualcuna li cura ma la cosa più interessante sarebbe conoscere esattamente la linea oltre la quale gli anziani dovrebbero farsi da parte e stare in silenzio a guardare:
    sessanta anni- perchè mio padre appena tornato dall’austria e prossimo partente per un motor festival non è d’accordo
    settanta anni LUI non è d’accordo(mister b)
    ottanta anni clint eastwood non sarebbe d’accordo
    novanta anni rita levi montalcini non sarebbe d’accordo
    a lei non devono nulla forse noi tutti dobbiamo qualcosa a loro

    p.s. le mie anticipate scuse a tutti i laureati, non a coloro che fanno della loro laurea un vessillo di saccenza e di sicura verità.

  22. Paolo ha detto:

    Che malinconia: tra questo presunto “saggio mondo antico”, che tra una tigella e bicchiere di barbera baratta bellezza per un poco di legna (gli innesti Silvio non sono sugli esemplari ma solo su ricacci a terra) e il silenzio che offende di chi rappresenta enti e per estensione la comunità tutta e non riesce in una settimana a trovare la forza di due parole, dico due, di risposta a reiterate mail (e no carissimi: non vado per conoscenze, odio questa cultura del “io conosco” “ti lascio il numero privato” “vai a mio nome”), ecco io mi incupisco.

    Vi vorrei tutti vicino a quegli alberi, almeno per un attimo, in silenzio, magari soli. Vorrei aveste questa esperienza. Poi si discuta, si voti anche e se democraticamente la bellezza, la poesia ha da essere fucilata: che sia! Almeno l’abbiate ascoltata.

    L’altro ieri sotto casa, in una massicciata a fianco della ferrovia, ho visto una macchia di finocchi selvatici con un grande verbasco in fiore a lato e un tanaceto ai piedi; una spruzzata di avena spuntava dal verde tenue del Foeniculum e legava magnificamente i gialli così diversi del verbasco e del tanaceto.
    Questa mattina è passata la trincia, questione di decoro dice il giardiniere alla guida. Ecco, caro Silvio, alle questioni di decoro noi giardinieri siamo ridotti.

  23. Cecilia ha detto:

    Sono in partenza per Roma: proporrò di smantellare il Colosseo per recuperarne utile materiale edilizio.

  24. silvio ha detto:

    guarda paolo che democraticamente è già stata presa questa decisione. Ci sono persone che per meriti, titolo di studio, tessera di partito, perchè hanno vinto un concorso sono incaricate di prendere delle decisioni relativamente alla manutenzione ed interventi in quel bosco. Hanno scelto di sacrificare la poesia per un operazione botanica se vuoi discutibile e tu hai, come cittadino, chiesto chiarimenti ingiustamente disattesi.
    Sai benissimo poi com’è la questione per l’aiuola che è stata trinciata stamattina; se alza la trincia perchè vuole salvare l’aiuola dopo passa il tecnico incaricato delle verifiche e gli dice ripassi bene che si è scordato un pezzo se vuole la fattura quietanzata (AHHHHH COSA HO DETTO) . Vorrei solo che mi dicessi con sincerità: pensi che coloro che hanno fatto quel intervento lo abbiano fatto per lucro o per salvaguardia delle piante, al di là delle scelte che possono essere discutibili?
    Attendo una tua risposta, grazie.

    • Paolo ha detto:

      Silvio io più che fare congetture vorrei avere risposte da chi risposte ha il dovere di fornire. Quando ci saranno più elementi, allora sarà più semplice ragionare. Al momento sto divulgando questa storia agli organi di informazione: l’ho appena comunicata al quotidiano Repubbica sezione ambiente e al quotidiano Terra. Sul sito di quest’ultimo ho pubblicato la notizia qui

      Continuo.

  25. emanuela ha detto:

    è fantastica questa lunga spiegazione dell’immobilismo. Alcuni protestano per una bellezza rovinata per sempre, improvvisamente e apparentemente senza un perché. Altri protestano perché il perché non si sa ma di sicuro c’è. Quelli che dovrebbero dire il perché, non rispondono affatto. Intanto la bellezza se ne va, le castagne che verranno probabilmente non saranno raccolte perché, essendo diventato brutto il posto, non ci andrà più nessuno e ci costruiranno magari le residenze antico castagneto. Ma di questo non si parlerà, naturalmente. Ormai saremo tutti occupati ad altre discussioni molto produttive. Perché se non produciamo come cinesi, saremo presto spazzati via e, non avendo più bellezze da mostrare, non avremo neppure turisti. Come lo “vestiamo” il paesaggio quest’anno? Perché non un Mexico mediterranean pot? E’ così di moda…
    Ci saranno meno poveri tra coloro che hanno i calli alle mani? Gli anziani avranno insegnato qualcosa di più alle nuove generazioni, di ciò che la terra può dare? E se PER CASO, si fosse potuta declinare poesia e resa economica insieme? Contare fino a tre qualche volta serve. Anche nelle discussioni.

  26. lucio ha detto:

    vedendo lo scempio è impossibile che l’intervento sia stato fatto per la salvaguardia delle piante. Probabilmente neanche per lucro: è che all’interno di un certo schema mentale è inconcepibile che un bosco di castagni non produca castagne (o marroni) anche se i castagni in questione erano monumenti unici da salvaguardare.
    L’importante è non accettare supinamente e agire, ognuno nel proprio piccolo.
    Faccio presente, a proposito del bordo strada citato dall’amico Silvio che nel mio comune (Loiano), con un pò di determinazione e qualche buon argomento l’amministrazione ha accetto di sollevare la barra della trincia in corrispondenza di alcune “aiuole spontanee” permettendo ai passanti di godere di quel regalo della natura.

  27. Il Fu Gatto Silvestre ha detto:

    Emanuela, abbia pazienza: non capisco che cosa vuol dire. La discussione su Poranceto era già bella schierata il giorno dopo che Paolo presentò questo luogo, e già qualcuno discuteva sul suo diritto a esistere oltre i termini di utile/non utile.
    Questo significa che la lacerazione con cui noi vediamo la natura e ne discutiamo è molto più profonda: il taglio di un motosegaiolo o la petominchiata di un commentatore non sono altro che risorgive di questo doloroso stato di alienazione.
    Mi sembra strano che lei sorvoli l’enormità della dissociazione, se brave persone come Kong e Silvio (non criminali che sotterrano camion di rifiuti tossici) parlano come fossero nati in provetta su Giove.
    Davvero lei crede che cambierebbe qualcosa se parlassimo dopo aver contato fino a settanta?

  28. rosmarina ha detto:

    non dico niente, tuttavia vi do il permesso di applicare il triangolino sulla mia maglietta, e vi lascio riflettere con le parole di Vandana (la cito sempre perchè è una mia Maestra)

    “ignorare il lavoro della Natura nel suo autorinnovarsi e il lavoro delle donne nella produzione di sussistenza sotto forma di risposta ai bisogni fondamentali e vitali ,è una parte essenziale del paradigma del malsviluppo, che considera improduttivo tutto il lavoro che non produce profitti e capitale”

    e buon Solstizio d’Estate del tempo nuovo,
    ciò che non si raccoglie fuori
    è dentro
    come Oro…
    raccoglier sempre potrai…
    se sol tu lo vorrai.

    r.

  29. silvio ha detto:

    paolo non mi hai risposto alla domanda che ti ho fatto sopra. Se puoi mi faresti un piacere

  30. silvio ha detto:

    ciao Paolo e ciao a tutti. sapete cosa ho fatto? ho telefonato alla presidenza del bosco di Poranceto.

    Ho parlato col presidente dott. Moruzzi. mi ha risposto subito e in maniera gentile ed esaustiva (chi lo direbbe verso un motosegaiolo qual sono – forse perchè mi sono presentato come silvio e questo aiuta…). Sappi che le tue comunicazioni sono arrivate visto che sia la forestale che la polizia provinciale è subito intervenuta a constatare che sono stati richieste tutte le autorizzazioni necessarie con anche un progetto botanico di salvaguardia di essenze che rischiavano un deperimento organico. La potatura risulta essere stata eseguita in maniera drastica in modo da ottenere rami su cui innestare marze nuove, non si poteva eseguire sui rami molto vecchi in quanto il tipo di innesto del castagno (a corona) prevede corteccie giovani. purtroppo si è sacrificato la bellezza magari per salvaguardare la vita delle piante. volevo aggiungere che i lavori sono stati eseguiti dai privati sborsando di tasca loro per avere di contro solo la salvaguardia delle piante in quanto il castagno non si vende come legna da ardere e da quelle piante non si ottengono neanche i ” marroni” in quanto selvatici. mi piacerebbe ci fosse stato maggiore rispetto per chi lavora tranne che da gs che può continuare a scrivere quello che vuole dall’alto della sua scrivania. a proposito paolo, ti risponderanno a breve con una lettera con dovizia di particolari, non hanno finito di prepararla ma arriverà presto. volevo ricordarvi infine le vostre dichiarazioni:

    ALBERO: improbabili spoletti, bosco devastato per legna da ardere e assiti
    LORENZO: gesto insano e raccapricciante
    GS: visualizziamo intorno a poranceto un globo di energia che blocchi le motoseghe
    VALERIA: e ci si muove… ( prova a telefonare)

    In 5 minuti mi hanno dato tutte le spiegazioni richieste, io concordo col lavoro svolto. Se il dibattito deve proseguire si fa su queste basi. sull’aspetto estetico non discuto ma sull’aspetto tecnico credo che molti debbano fare un mea culpa.

    saluti cari

    p.s.

    GS “visualizziamo un globo di energia” è bellissima. che la forza sia con te cavalliere jedi.

    • Paolo ha detto:

      Oilà spumeggiante Silvio 🙂 Hai fatto bene a telefonare. Bravo!

      Permettimi innanzitutto di spiegarti perchè io non ho telefonato. Tanti anni di lavoro, mi hanno reso, sulle questioni che ritengo importanti, prudente e anche un poco diffidente sulle comunicazioni a mezzo voce.

      Una volta c’era la parola data che valeva più di qualunque firma. Ora, converrai con me, i tempi sono cambiati. Io, volendo risposte su cui far fede, ho pensato alla via telematica. D’altra parte uso un mezzo messo a disposizione e promosso dalle stesse nostre amministrazioni: ora anche con la posta elettronica certificata!

      Invece su ciò che riporti, Silvio, non sono affatto tranquillo. Ci dici che tutto è sotto controllo, ci sono state le autorizzazioni, c’è un progetto botanico, il personale che ha operato era in guisa di un supervisione tesa alla salvaguardia dei castagni.

      Seguendo il filo di queste considerazioni, immagino che ora tutta l’aria sarà sottoposta a questo “salutare” trattamento.

      Che dire? Innanzitutto una piccola considerazione a margine: non capisco di fronte a tanta semplicità perchè in un mese e più nessun rappresentante dei nostri enti sia riuscito a renderci partecipi. Eppure, come anche tu riporti, le mail sono state lette. Grazie i servizi goolge http://www.google.com/intl/it/analytics/ sappiamo che i link al nostro dibattito sono stati aperti dal servizio poste della provincia almeno una decina di volte. Avendo letto, ed essendo tutto così lineare, non capisco l’attesa. Ci sarà comunque una spiegazione: aspetto fiducioso.

      Meno fiducia, e questa è la cosa più importante, la ripongo invece nell’idea che detto intervento sia un buon affare per i castagni di Poranceto.

      Io non sono un forestale e neppure un esperto castanicoltore, sono però un giardiniere e conosco le tecniche di potatura. Con ordine ti dico che, da un lato sento il bisogno di confrontarmi con chi ha più esperienza di me sul castagno (in questi giorni ho contattato per un parere il Professor Mario Agnoletti dell’università di Firenze http://www.landscape.unifi.it/it/index.asp e allo stesso tempo sto cercando di parlare con i pochi castanicoltori di lungo corso che conosco), dall’altro ritengo si possano fare alcune elementari prime considerazioni.

      Dalle tue parole si parla di salvaguardia dei castagni. Essendo anche tu Silvio esperto in potature non ti viene il sospetto che piante così antiche si salvaguarderebbero meglio con potature di rimonda e tagli di ritorno ad alleggerire la chioma?

      Certo c’è una domanda a monte: cosa dobbiamo salvaguardare? Una produzione di frutti? Di legna? O piuttosto ha più senso salvaguardare una straordinaria accidentale bellezza? Non è forse la bellezza il miglior biglietto da visita per invogliare, appassionare le nuove generazioni a una cultura, quella del castagno, ormai in completa ritirata? Ha senso che esemplari più unici che rari, per età, dimensioni, bellezza appunto siano annichiliti in nome di un “richiamo in produzione”?

      Sia ben chiaro Silvio io non una presunzione di verità. Io sostengo il principio che vuole la bellezza preservata come bene collettivo. Una bellezza non fine a se stessa, una bellezza che esce dal paesaggio della storia. Una bellezza di senso, etica. Questi castagni così come sono, così belli, raccontano infinite vicende, avventure, incantano, sono uno stupefacente libro aperto che merita tutta la nostra attenzione.

      E’ un argomento vasto Silvio non pretendo di risolverlo in due righe. Mi rendo conto dei limiti miei e del mezzo.

      Ti lascio con due scatti di un esemplare prima (foto di questo inverno) e dopo (pochi giorni fa) il “salutare” intervento. In attesa di risposte.

      From Poranceto
      From Poranceto
  31. silvio ha detto:

    i piani botanici sono stati consegnati sia alla forestale che alla polizia provinciale. cioè quello che si era deciso di fare è al vaglio delle autorità competenti che sembra non abbiano nulla da eccepire. i castagni tagliati fanno parte di un’area privata in uso al parco ed infatti i lavori, come ti ho già detto sono stati pagati dalla proprietà. mi permetto di pensare che una potatura di ritorno in mezzo ad un bosco capisci anche te che sa di ridicolo. inoltre necessiterebbe di interventi praticamente annuali e a quel punto o il proprietario è lo sceicco del dubai oppure si cerca di mantenere il bosco nelle migliori condizioni possibili evitando di spendere 4000 euro ad ettaro per mantenerlo.
    ciao

  32. silvio ha detto:

    ribadisco: è un richiamo in vegetazione non in produzione.

  33. Aldous Huxley ha detto:

    Cari ragazzi, domenica scorsa, a seguito delle foto messe onlain da paolino, ho pensato di andare a fare un giretto in questo ammasso di legna da ardere.

    La verità è che appena arrivato mi son dovuto confrontare con taglioline fumanti e gustosi spezzatini e quindi per abituarmi al luogo ci ho messo un pò.

    Io conosco Paolo, e onestamente delle volte mi sfranteca gli zebedei con il suo lirismo, che per un bastardo commerciante giardidesigner come me, spesso è privo di una logica… Ma conoscendo il lusso delle diversità, non posso che compiacermi anche dei suoi sentimentalismi.

    Ciò detto, quello che posso dire è che una volta digerito il tagliolino, quello che mi è rimasto dentro dopo aver passato 5 ore steso nel prato a guardare questi giganti silenziosi è che non solo Paolo ha ragione ma anche che dovrei dargli retta più spesso.

    Credo che il valore di opere come queste, anche nella decadenza, nel pericolo e nel rischio di estinzione causa entropia, sia di tale grandezza che nessun potatore, motosegaiolo, urbanista, tecnico del comune, professore, o botanico del caso possa permettersi di intervenire.

    Quello che si respira dentro quel luogo, è un misto di spiritualità e magia. Di senso delle proporzioni fra noi e Dio.
    Ridurre quel luogo ad oggetto tradotto in termini razionali è come minimo blasfemo.

    “”Nella vita esistono persone che vendono piante.
    Altre che le piantano, spesso solo per riempire dei vuoti.
    Fortunatamente ve ne sono alcune che fanno giardini.”®

    La differenza sostanziale fra le prime due e la terza è determinata dal pensiero e dal sentire.
    Quel luogo fa pensare. Quel luogo fa sentire.
    Quel luogo comunica stando in silenzio. Suggerisce e al contempo ispira.

    L’intervento umano volto alla bonifica, dimostra quanto bassa possa essera la consapevolezza di qualcosa che va oltre la brutale e avvilente basicità umana.
    Che cacchio vuol dire bonifica?
    Cosa bonifichi?
    Una poesia non va corretta. Non va modificata per renderla grammativcamente corretta….. Va sentita. Va esplorata. il più delle volte andrebbe capita, se c’è sensibilità per andare a pescare dentro il proprio cuore.
    Bonificare in quel modo significa non vedere. non capire.
    E’ come dire che una donna è fatta di tette e culo.
    Come essere felici per aver mangiato tanto e non riuscire a vedere che si è mangiato merda.
    Come urlare – Evviva! l L’operazione è riuscita!…..Peccato per il paziente che purtroppo è deceduto!-

    Chi riesce a difendere certi interventi cesori, con la spada del risanamento probabilmente non è mai andato oltre una capacità di sentire che poco si discosta da quello di chi mangia bene perchè ha mangiato molto.
    E spesso se non c’è attenzione per sè, non ne si ha per ciò che ti sta intorno.
    Per cui tutto viene valutato su base razionale, fino a far scomparire la bellezza. Sia essa in tronchi secolari e decadenti, sia essa nelle parole sagge di chi riesce a salire su quei tronchi e vedere più lontano.

    Con la logica del bilancio e del controllo dei costi a tutti i costi non ci si sta accorgendo che l’abbruttimento è ovunque.
    Si costruiscono case orribili in posti orribili.
    Si vive spesso in luoghi dove la capacità di pensare è alienata da ciò che ti sta intorno.
    Dove tutto si riduce ad un rapporto costi- benefici. Economici.
    I benefici intellettuali, quelli spirituali, quelli che non si riescono a quantificare in un numero sono lasciati a loro stessi.

    Abbasare la testa davanti a questa logica, ed assitere muti al modo in cui questo luogo magico è stato brutalizzato, significa perdere la capacità di stupirsi e cercare e difendere la magia.

    Che è l’unica cosa che ci differenzia dalla Vulcanite.

  34. silvio ha detto:

    ma perchè non ve lo comperate voi. lo pulite voi, lo sistemate voi, ci pagate l’ici voi le tasse etc.. comodo fare i conti in tasca degli altri. poesia, arte luogo magico.
    Poranceto è in quelle condizioni non per natura ma perchè l’uomo è costantemente intervenuto; altrimenti lì ci sarebbe un bosco di polloni inestricabili su cui l’edera e la vitalba avrebbero fatto filare e seccare le piante e le intemperie e la neve spaccato rami ed alberi. non sarebbe magico ma uno schifo abbandonato.

    Aldous chi ha parlato di bonifica? io no anche perchè so benissimo cosa significa quel termine. tu hai fatto una scelta: preferisci quelle piante morte piuttosto che provare a salvarle. nessuno ha fatto proposte di tecniche diverse per risanarle. tutti a dire non dovevano essere toccate per la magia che trasmettono; nessuno a pensare che se i tuoi nipotini paolo potranno andare a poranceto a vedere quella meraviglia è per merito di quei buzzurri incompetenti che forse sono riusciti a salvarle quelle piante. cmq fa piacere che a distanza di due settimane io che condivido il lavoro svolto o perlomeno ne ho il rispetto e continuo ad interessarmi della cosa.
    La gente disposta a firmare petizioni da te proposte, consigli dove andare a denunciare, indirizzi a cui tu dovresti rivolgerti: poi? …….mi sembra un esercito di armiamoci e partite. solo che son partito solo io, ma gioco nell’altra squadra.
    un’ultima cosa Aldous, spero x te che la capacità di stupirsi e la magia non siano l’unica cosa che ti differenzia dalla vulcanite mi scoccierebbe vederti disteso in un aiuola con la faccia stupita e le carte in una manica ed un coniglio nel cappello.

    Fiducioso in una vostra inc………ura vi aspetto dalle parti dei tagliolini.

  35. Aldous Huxley ha detto:

    Silvio, guarda la luna. Non il dito. O meglio, smetti di guardarti i piedi….

  36. lorenzo ha detto:

    dal basso della mia ignoranza credo (e ne sono fermamente convinto) che tra sanare un bosco da polloni inestricabili sui quali vitalba ed edera avrebbero avuto di che gioire e mutilare esemplari storici e di rara bellezza come quelli di poranceto, ci sia una bella differenza. e, francamente, riguardo agli esemplari risparmiati (per ora) da quello scempio, non mi sembra di averne visto manco uno versare in condizioni critiche tali da richiedere interventi di quel genere. Silvio apprezzo molto il tuo interessamento nei confronti delle varie autorità competenti, però, ti dico che se stai tentando di farmi cambiare idea circa l’operato dei motosegaioli, beh, ne hai ancora parecchio da scrivere e incazzarti verso noi “paladini della poesia”.
    Questa potatura per me è e rimane un gesto insano e raccapricciante e credo che i miei nipotini (figli, nel mio caso) apprezzino sicuramente di più gli esemplari inviolati rispetto a quelli “presi per i capelli” da chi vuol rendere quel bosco un ricamo della manodopera umana.
    Mi unisco comunque alla balotta dei tagliolini.
    Ciao

  37. silvio ha detto:

    lo era anche quando l’hai visto un ricamo della manodopera umana o pensavi che erano il risultato di 150 anni di natura? se avessero solamente 100 anni sai quante volte sono già stati potati? almeno 20 volte altrimenti sarebbero alti almeno 30 metri e spaccati in più parti. se poi a te piacevano in quella maniera non discuto e ammetto un fascino ed una bellezza particolare
    di convincerti non mi interessa, continuo a coltivare il piacere della discussione e del dubbio e quando vedo una unanimità di questa portata mi sorge il dubbio che forse c’è un’altra possibilità
    almeno sulle taglioline siamo d’accordo… ma tavoli separati
    hihihih

  38. lorenzo ha detto:

    non discuto sul fatto delle molteplici potature e per ciò non posso che dire “meno male”!
    una cosa è però certa, almeno a mio avviso: chi ha potato tali esemplari in tutti quegli anni ha un pensiero diametralmente opposto al motosegaiolo di questi ultimi mesi e credo inorridirebbe trovandosi di fronte alle “opere d’arte” selvaggiamente ritoccate in questi ultimi tempi.

    poi, perchè tavoli separati?
    non lo sai che Cristo, quando voleva mettere tutti d’accordo li portava a tavola? 😉

  39. Valeria ha detto:

    Io ci sono e continuo a leggere. Forse sono inutile, però trovo questo post importante, solleva e sollecita riflessioni non da poco. E le azioni, poi, ognuno se le progetta e mette in campo nel suo piccolo.
    C’è solo una cosa che mi irrita: questo continuo riferirsi ad un non ben definito “spirito poetico” come se fosse un sentimento inferiore, ridicolo, da femminucce, fatti-in-là-che-stiamo-lavorando. Non so, sarà un problema mio, ma non sopporto i discorsi “le ragioni del cuore contro le ragioni del botteghino” e viceversa. Quando le questioni sono complesse si liquida tutto così, da una parte i buoni – o presunti tali – e dall’altra i concreti – idem con patate. Ci sono argomenti materiali, perentori e altrettanti immateriali a cui non si sfugge. Non è che schierandosi da una parte gli altri magicamente spariscano, eh.

  40. Il Fu Gatto Silvestre ha detto:

    Caro Silvio,
    ci tenevo un fracco alla sua investitura a Cavaliere Jedi. Sono due giorni che faccio tutto uno zanzan di spade luminose sulla siepe del giardino: un lavoretto davvero spaziale. Quasi quasi segnalo lo strumento ai suoi compagni di tagliolini (prima lo brevetto col nome di “potaminchia”, così non devo le royalties alla Valeria…). Però adesso non stia qui a leggere queste ronzate, che il dottor Moruzzi l’aspetta con il vermouth e i biscottini (a proposito, non è che sta puntando al giornalismo d’inchiesta? Magari Paul Skywalker qui la nomina inviato di Attraversogiardini e lei può finalmente entrare in tutti i posti dove adesso si vergogna (Casoncello, Poranceto, magari anche Pimpinella. Perfino potrebbe intervistare un seme di Fukuoka e martellarlo finché non parla…). Potrei continuare a lungo con questo tono, perché appollaiato dove sono ho licenza di sparar cazzate a salve. Però la Forza mi ha parlato e ho avuto questo pensiero: se sono rispettoso e riverente verso una comitiva di castagni moribondi (ma in terapia intensiva), non posso non esserlo verso un mio simile. Allora farò una cosa che le piace tanto: visualizzerò intorno a lei un globo luminoso, ma umido, così che nel giro di 2-3 vite lei possa liberarsi della crosta di Morte Nera nella quale si è rintanato (lo zio Aldous ce l’ha fatta in molto meno tempo, pur avendo l’aggravante dello status di designer sommata a quello di business class gardener). E per non farla sentire un privilegiato, farò lo stesso per Kong, che però è meno pervicace di lei e magari gli basta una nuova vita da graminacea border line.

    Sì, i castagni sono roba nostra, ha ragione lei. È come se li avessimo disegnati così, un po’ come la Jessica Rabbit, quindi possiamo disporre di loro fino a quando ci sarà benzina sulla terra. In questa sua dimensione ogni altro discorso è chiuso. Si attacchi al deumidificatore, che comincio.

  41. lucio ha detto:

    cari amici, vi comunico una recente scoperta scientifica: è stato provato che per preservare più a lungo le grandi opere scultoree patrimonio dell’umanità ( dal Lacoonte, al Discobolo di Mirone, dalle opere di Michelangelo a quelle del Canova e di Moore) è necessario farle a pezzi, mutilarle, rompergli la testa e ficcargli un innesto nel ……….

  42. silvio ha detto:

    io ho sempre detto la mia opinione, alcune volte scherzando ma sempre avendo il rispetto delle tematiche proposte e delle opinioni diverse dalle mie ma se devo leggere delle ……..come quella scritta qui sopra vi dico giocateci voi a questo gioco io e quei signori al bar col bicchiere di vino non abbiamo tempo da perdere. domani mi prenderò la briga di telefonare di nuovo al dott. Moruzzi invitandolo a soprassedere dal rispondere a chi a già emesso sentenze. i miei più vivi complimenti lucio tu si che hai capito tutto.
    buon divertimento
    addio
    ps ce ne fosse stato uno che abbia detto io avrei fatto così e non cosà

  43. lucio ha detto:

    caro silvio, la mia era chiaramente una provocazione e non era rivolta a te, bensì a chi ha fatto quel lavoro di potatura ritenendo in buona fede di fare del bene a quegli alberi.
    se riteniamo che quei castagni erano opere d’arte perchè non forzare il paragone fino alle estreme conseguenze?
    mi rendo conto che il tono dela mia precedente era un pò duro e mi scuso se ho urtato la tua sensibilità ed eventualmente quella dei tuoi amici di bevuta

  44. Il Fu Gatto Silvestre ha detto:

    Silvio, non faccia il loietto…
    Questo pomeriggio io vado a Poranceto. Dormirò lì.
    Telefoni a Obi-Paul Kenobi che ci troviamo. Mi riconoscerà subito perché viaggio su una scrivania rialzata a rotelle e mi vesto di arancione.
    Venga che mi alzo e la pugno.
    E’ tutto vero, a parte l’ultima riga.

  45. Il Fu Gatto Silvestre ha detto:

    PS: a Poranceto? C’era qualcosa da fare?

  46. emanuela ha detto:

    Esatto: Poranceto. C’era qualcosa da fare? Sì. C’era da ragionarci. Perché mica sempre devono esserci versanti opposti, come dice giustamente Valeria. E forse valutare che cosa “rende” di più oggi e non nell’ottocento, varrebbe la pena di una riflessione. Chissà se questa valutazione è stata fatta. A giudicare dai tagli, forse no. O forse l’hanno fatta ma senza confrontarsi con altri e quindi con una visione un po’ corta. Invece di fare a pignate su queste pagine, forse si può accettare uno sgomento poetico (segno non di debolezza ma di un tipo di visione) e metterlo in confronto con una ragione di lucro (altro tipo di visione, né più valida né meno valida della prima; solo diversa).
    Quale posizione o quali posizioni siano più preveggenti non si può dire, se non con risposte chiare e responsabili, confronti e conoscenza. Magari anche risate su entrambi i fronti: ovvia, non si può ridere tirando una pigna e piangere se te la tirano. Ma risate serie e oneste. Certo, io sono propensa alla poesia e penso che se fosse stata risparmiata la Biblioteca di Alessandria, oggi sapremmo qualcosa di più e non qualcosa di meno. Altrettanto penso che se il castagneto non fosse stato impiantato e lavorato ora non sarebbe stato visibile.
    La discussione tra conservazione e utilizzo (quale tipo di conservazione e quale tipo di utilizzo è aperta, su ogni ambito che riguardi le Belle Arti, Natura compresa. Ma credo che il Duomo di Firenze renda di più così preservato, che rasato al suolo e sostituito con un grattacielo. E che le piante di un vivaio rendano di più nel massimo della loro bellezza che quando sono sfiorite, accorciate ecc, pur per mantenerle in vita per l’anno seguente dopo una fioritura forzata. Così chiudo con un pensiero poetico.

    Si sente, di notte, il soffio mutato del vento.
    La nota più sorda, spezzata, dolente
    Non filtrano i rami la luna,
    sbiancata di orrore, sgomenta.
    E il ghiro bambino ha lasciato il rifugio.
    Ispido il pelo, col buio negli occhi
    osserva quel vuoto di legno
    ascolta quel passo pesante,
    lo spacco, la sega
    che taglia poesie
    che ruba il sorriso alla fiaba:
    c’era una volta…
    Poranceto… sì, c’era.

    E’ vero però: i libri di cultura vendono di meno dei libri di qualsiasi becero conduttore televisivo che racconta gli ultimi pettegolezzi, guardando ai dané…

  47. michele ha detto:

    Ciao a tutti, sto seguendo la vicenda come attivista WWF.
    Forse non tutti sanno che i castagneti sono tra gli habitat di interesse comunitario (Direttiva “Habitat”). Si deve al fatto che sono un surrogato delle foreste mature ovunque scomparse, con grandi alberi deperienti. Non per le caldarroste. Se seccano, ancora meglio perchè gli alberi e i rami morti assolvono fondamentali funzioni ecologiche (vi trovano rifugio rare specie di coleotteri, chirotteri, ecc). Alla fine del ciclo produttivo, mantenere questo habitat significa guidarne l’evoluzione spontanea verso la foresta mista submontana.
    Se il castagneto fosse ancora in produzione lo si può mantenere tale con leggeri interventi di potatura.
    Un fatto è certo: all’interno di un Sito di Importanza Comunitaria (SIC) come il Parco Reg. dei Laghi, istituito proprio per preservare gli habitat della Direttiva omonima, la funzione ambientale deve avere la precedenza su quella produttiva.
    Tra l’altro, leggo dal numero monografico sulla castanicoltura edito del “Divulgatore” che per ricostituire un castagneto deperiente mediante innesto bisogna provvedere al taglio raso delle vecchie ceppaie, “le porzioni del tronco vanno infatti soggette ad attacchi di parassiti; un taglio eseguito troppo alto facilita inoltre la formazione di falsi polloni, che sono mal riforniti di sostanze nutritive”.
    Interventi del genere, peraltro in questo caso tecnicamente mal fatti perchè si è cercato di salvare capra e cavoli ammazzandoli entrambi, NON SONO COMPATIBILI CON LE FUNZIONI DI UN PARCO CHE E’ GESTORE DI UN SIC.

  48. Kong(Zong) ha detto:

    Nato su giove?
    no, spostato su Giove (dove ora vivo) dal ritorno degli eruditi che dopo essere scappati bambini dai miei luoghi di nascita tornano colti e arroganti imponendomi come vivere e soffocando con la loro verità (inquieta che ne esista una vero?) la mia e la loro storia, quel secolare “sapere fare” che ha anche preservato Poranceto e lo ha portato fino a noi.

    Ho apprezzato l’evolversi della discussione ma ne condivido solo la ricerca di risposte da parte di chi è preposto a darle.
    Per il resto mi avete convinto ad andare su Giove.
    Difendere la la bellezza? I nuovi canoni? Affermare una modernità che avanza a cui “i vecchi” si devono piegare? AIUTO!!!!

    Arrivato su Giove, ho visto che sulla Terra vi sono masse di gente – moderna – che affolla i supermercati per passare il tempo libero, bambini – moderni – che giocano soli al computer, chiusi nelle loro camere da genitori che barattano voglia di libertà e autonomia dell’adolescente con la salvaguardia del loro tempo libero.
    Ma più di tutti – sempre da Giove – vedo dominare l’ideali di bellezza e di benessere che coincide con una taglia 42!

    Però ora che sono su Giove la cosa mi secca meno. Oltretutto so che supermercati, taglia 42 e playstation tra 30 anni saranno sdoganati anche da un reazionario come me, come lo sono oggi dai vecchi reazionari i Beatles, la minigonna, il bikini…

    Io mi sono ritirato su Giove, sconfitto dal pensiero dominate. Forse costruirò qualcosa, spero che piaccia anche a quelli che passano ma se non sarà così chi se ne importa.
    Mi impegnerò per fare un castagno secolare, un quadro, un degjrtyswo. Però vi prego, qualunque cosa sia non venite fino qui (con teorie, vestiti 42, associazioni pro-contro qualcosa e supermercati), ad insegnarmi come secondo voi devo valorizzare il mio degjrtyswo.
    Voi restate sulla terra con la verità e il bello, io sto su Giove.

  49. rosmarina ha detto:

    ciao Paolo conosci questo arboricoltore?
    http://www.marcelloparisini.org/
    sarebbe interessante sapere cosa ne pensa delle potature fatte ai castagni di Poranceto .
    ciao Silvio

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